12 Agosto 2017

N°21 da record, ricavi oltre il raddoppio

Il marchio di Alessandro Dell’Acqua archivia il 2016 a quota 52 milioni di euro (+117%). In vista l’apertura di altre tre boutique entro fine anno

di Chiara Bottoni

N°21 da record, ricavi oltre il raddoppio

N°21 oltre il raddoppio dei ricavi. Il marchio di Alessandro Dell’Acqua ha infatti chiuso l’anno 2016 con un fatturato di 52 milioni di euro grazie alle vendite dell’abbigliamento donna e uomo, oltre che di pelletteria e calzature, mettendo a segno una crescita monster del 117% rispetto al 2015, archiviato a 24 milioni di euro e a sua volta in progressione del 55%. Un risultato ben oltre le previsioni e ottenuto attraverso oltre 500 multimarca worldwide a cui si affiancano 15 vetrine, ovvero quella diretta di Milano, in via Santo Spirito 14, aperta nel gennaio del 2016, e i 14 punti vendita in franchising, concentrati perlopiù nell’area asiatica, tra Cina, Hong Kong, Giappone e Corea. Non a caso, sono queste le aree da cui deriva quasi la metà del turnover (l’incidenza era del 45% sui conti del 2016). Un network di punti vendita destinato ad ampliarsi grazie all’inaugurazione di due vetrine a settembre, ovvero un altro negozio a Seoul (il quinto) nel Lotte department store sempre in partnership con LF corporation e un corner donna a Pechino, a cui si aggiungerà un corner per il womenswear a San Pietroburgo in tandem con Mercury e in data ancora da confermarsi. Tutto ciò a sottolineare un momento particolarmente brillante per l’etichetta, che ha recentemente inaugurato (vedere MFF del 12 aprile) un nuovo headquarter di 1.500 metri quadrati su tre piani al civico 26 di via Archimede a Milano. Lo spazio, firmato dall’architetto Hannes Peer, ospita attualmente tutte le attività del brand, dall’ufficio stile al commerciale, fino al press office. In attesa dell’ultimazione dei lavori sul retro del palazzo che porteranno a trasformare una grande rimessa in una location dedicata alle sfilate. Per completare lo sviluppo a 360° del marchio, che oggi vanta anche due licenze, una con Grant per il bambino e una con Linda Farrow per gli occhiali. (riproduzione riservata)