15 Agosto 2017

Piquadro punta su The bridge

Forte di un trimestre archiviato in corsa del 37,2% per 19,15 milioni di euro grazie al contributo del marchio toscano, il gruppo di pelletteria guarda all’acquisizione di nuove realtà per creare un grande polo degli accessori Made in Italy. Come ha spiegato a MFF il ceo Marco Palmieri. Valentina Nuzzi

di Barbara Rodeschini

Piquadro punta su The bridge
L’ad Marco Palmieri

Piquadro continua a investire per trasformarsi in un polo degli accessori leader nell’ambito del Made in Italy. Il gruppo di pelletteria di design fondato da Marco Palmieri nel 1987, che ha archiviato il primo trimestre dell’anno con un fatturato in progressione del 37,2% per 19,15 milioni di euro, sta infatti portando avanti con determinazione il suo piano di sviluppo iniziato lo scorso anno con l’acquisizione del marchio toscano The bridge per 3,1 milioni di euro (vedere MFF dell’11 novembre 2016). Un percorso, quello legato all’ampliamento del suo portfolio, che Piquadro ha deciso di alimentare anche attraverso una serie di iniziative speciali dedicate ai young talent, come il nuovo Piquadro mystartup funding program. «Questo progetto è un modo per fare ricerca un po’ out of the box, fuori dalle logiche aziendali classiche. Abbiamo lanciato un bando che invitava chiunque a presentare delle idee innovative nell’ambito del luggage sia in Italia che all’estero. Sono già arrivati diversi business plan e abbiamo messo a disposizione 100 mila euro di investimenti che andremo a fare su una o due aziende promettenti, a cui seguirà anche un percorso di accelerazione in Sicilicon valley. Per questi 100 mila euro, prenderemo delle partecipazioni in queste aziende», ha spiegato a MFF Marco Palmieri, amministratore delegato di Piquadro, parlando del concorso del gruppo legato alle startup le cui iscrizioni chiuderanno il 30 settembre. «Dopo The bridge, ci piacerebbe molto valutare anche altre acquisizioni nel nostro ambito perché riteniamo di avere delle competenze di Made in Italy che possono essere poste a regime anche su marchi di medie o piccole dimensioni come noi», ha continuato il ceo, che identifica The bridge come il punto di partenza di una strategia di espansione a lungo termine. «Ci piacerebbe creare una struttura corporate che, nel rispetto dell’identità dei vari brand, possa offrirgli dei servizi e un management qualificato che altrimenti non potrebbero permettersi», ha poi aggiunto. Tra i progetti paralleli lanciati dalla famiglia Palmieri c’è anche il concorso Less is more, consacrato alle startup che pongono al centro della loro attività l’inserimento lavorativo delle persone diversamente abili. «Less is more è un progetto simile al Piquadro mystartup funding program. Mettiamo un budget a disposizione dei migliori progetti che aiutino i disabili o che abbiano disabili nella compagine sociale. È un modo per aiutare i giovani e i disabili in modo proattivo: abbiamo dato denaro ma anche tre settimane in un acceleratore in California», ha spiegato l’ad, che tra i piani imminenti indica anche il rinnovo della partnership natalizia con Collistar (vedere MFF del 21 giugno). Per l’esercizio in corso, Palmieri prevede una chiusura positiva: «Abbiamo una crescita di The bridge interessante e ci aspettiamo che continui nell’ordine di un double digit. La crescita di Piquadro sarà un po’ inferiore, intorno al 4%». (riproduzione riservata)