9 Settembre 2017

Nel giardino deluxe di Tory Burch

La label Usa da 2 miliardi di dollari di ricavi fa fiorire il parco del Cooper Hewitt Smithsonian design museum con i colori lisergici e 60s dell’interior designer David Hicks. «Bold. Audace. Brillante... Ha ridefinito il living», ha detto la stilista

di Francesca Manuzzi (New York)

Nel giardino deluxe di Tory Burch
Due look Tory Burch

Gli stilisti sono come architetti paesaggisti. Sfilano i guanti, scrollano il pullover e aprono un diario di schizzi e moodboard. Tory Burch per la sua primavera-estate 2018, pota gli appunti di David Hicks che le sono stati donati da Ashley Hicks, la figlia dell’interior designer star degli anni 60 e 70. Li fa sbocciare e innesta grafismi su kaftani bohémienne ispirati al lavoro d’interni del decoratore, che ha adornato di motivi caleidoscopici le case dei tycoon di quegli anni. Si parla di geometrie e botanica nel giardino del Cooper Hewitt Smithsonian design museum, spazio sfilata del marchio da 2 miliardi di dollari di fatturato (circa 1,66 miliardi di euro al cambio di ieri). Tra le siepi e un set pensato dall’architetto di giardini Miranda Brooks, ispirato proprio alle sezioni lussureggianti del The grove, il parco progettato da Hicks nell’Oxfordshire, vivono animi rilassati, che vestono pantaloni dalla gamba ampia portati con camicie preppy, wrap dress dalle stampe iris e trench classici su cui si posano motivi marocchini. «Bold. Audace. Brillante. David Hicks ha ridefinito l’interior», ha spiegato a MFF Tory Burch. «La sua selezione coraggiosa e arguta di colori e stampe e la sua squisita attenzione per i dettagli mi hanno ispirata. E questa stagione siamo onorati di lavorare sugli scrapbook originali. Siamo immensamente grati alla figlia di questo leggendario designer per la collaborazione». Così, uno schema di colori eye-popping dà il ritmo alle sete fluide. Le ragazze camminano su un tappeto di prato inglese con mule e ciabattine dai listini di pelle, reggono grandi borse di spugna e crossbody dai charms grafici, che diventano fregio prezioso per i gioielli.

Giudizio. Tory Burch, proprio come gli architetti di giardini, fa un mestiere pragmatico, terricolo, che sfugge alle stagioni e il Cooper Hewitt Smithsonian design museum diventa dimensione fantastica in cui le sue ninfe urbane gravitano tra la bellezza effimera di un fiore e la solida struttura di una siepe. (riproduzione riservata)