13 Settembre 2017

Il flamenco purista di 3.1 Phillip Lim

«Ho raccolto ciò che realmente amo e cercato di costruire una nuova frase», ha detto il designer. Che ha coniato un mix di minimal e Spagna

di Pagina a cura di Francesca Manuzzi (New York)

Il flamenco purista di  3.1 Phillip Lim

Phillip Lim usa frase del sociologo canadese Marshall McLuhan per raccontare la sfilata primavera-estate 2018 della sua 3.1 Phillip Lim: «Quando due elementi apparentemente disparati vengono messi in equilibrio, in una prospettiva inedita, è stupefacente alle volte scoprire il risultato finale». Queste stesse parole sembrano diventare il direttore d’orchestra dello show, che si anima di un crash di elementi. Due gli assi portanti: un minimalismo assoluto, che tiene il ritmo per la buona metà della pedana, e un’inflorescenza da flamenco. Da un lato tutto è scandito da completi pinstripe maschili, trench decostruiti, abiti a canotta monocolore o composti da lembi di cotone candido e leggermente ricamato come un corredo di famiglia; dall’altro si gonfiano le ruches, suonano i tessuti ricchi di righe e fiori che si spalmano come camouflage.

Giudizio. «Non ho lavorato su un concept specifico», ha concluso il designer. «Ho raccolto ciò che realmente amo e cercato di costruire una nuova frase, che in questo caso si compone di minimalismo 90s e di flamenco gipsy. È come cucinare, si cerca il proprio gusto». Difficile da assaporare. (riproduzione riservata)