21 Settembre 2017

Ovs, semestre a +8,9%

Il fatturato, a 697,1 milioni, risente dell’accordo con Charles Vögele e dell’apertura in Italia di 13 punti vendita diretti e 32 in franchising. Bene l’insegna ammiraglia (+3,4%) ma a fare il boom è Upim, salita dell’8,1%, toccando i 109 milioni di euro.

di Fabio Gibellino

Primo semestre a +8,9% per Ovs che ha chiuso il periodo con un volume d’affari di 697,1 milioni di euro. Risultato che risente dei primi impatti dell’accordo con Charles Vögele e dell’apertura in Italia di 13 punti vendita diretti e 32 in franchising. Aspetto quest’ultimo che ha contribuito nel raggiungimento di una quota mercato del 7,55%. Per quanto riguarda le insegne, Ovs ha registrato ricavi per 557 milioni di euro (+3,4%), mentre Upim ha toccato i 109 milioni di euro (+8,1%). Non solo, perché in crescita, del 9,4%, è anche l’ebitda, che ha toccato quota 82,1 milioni di euro e che ora rappresenta l’11,8% delle vendite nette. Per quanto riguarda invece il risultato netto, il gruppo veneto ha sottolineato come quello normalizzato è di 38,4 milioni di euro, cioè il 24,8% in più di quanto fatto nella prima metà del 2016, ma quello reported, tenuto conto dell’impatto non cash del mark-to-market derivante dalla copertura tra euro e dollaro Usa per gli acquisti di merce del 2018, è negativo per 15,9 milioni di euro. Dato che comunque non influisce sulla posizione finanziaria netta chiusa a 363,3 milioni di euro. Per quanto riguarda i prossimi sei mesi, Stefano Beraldo, amministratore delegato di Ovs, ha dichiarato che: «La validità della nostra strategia ci permetterà di continuare il consolidamento del mercato italiano, anche se in flessione, mentre l’espansione nei mercati esteri porterà benefici tangibili principalmente grazie al roll-out dell’accordo commerciale con Charles Vögele, i cui effetti cominceranno a diventare materiali nella seconda metà dell’anno in corso». Nel frattempo il titolo a piazza Affari ha chiuso a 6,73 euro (+0,15%) rimanendo così sui livelli record delle ultime sedute.