22 Settembre 2017

L’inno alla femminilità di Sara Battaglia

di Pagina a cura di Francesca Manuzzi

L’inno alla femminilità di  Sara Battaglia

«Parto sempre dal corpo delle donne, dalla volontà di esaltare la figura femminile, perché sono loro che devono indossare gli abiti». Suonano come un mantra le parole di Sara Battaglia, che sceglie di aprire le porte di casa sua per raccontare in: «Un modo più intimo», una collezione che pone al centro del pensiero la femminilità. Tra i quadri ipercolorati astrattisti, giganteschi mazzi di fiori, tappeti pop e pezzi di Fornasetti, prende forma il suo discorso dal fascino pragmatico costruito con coordinati sdrammatizzati e dettami couturish. L’abito dalla maxi gonna a ruota, ormai cifra distintiva del brand, nasconde tasche iperpratiche, il suit maschile diventa il pezzo più sensuale del guardaroba con pantalone alto in vita, corto alla caviglia e lavorato a onde sul fronte, le macropaillettes brulicano e brillano su un abito a canotta severo, le camicie hanno maniche over ed esplodono di ruches, ma sono tassativamente in candido popeline mannish. Tutto è speciale, ma intelligente. La tuta è plissettata e arcobaleno come il cuore a soffietto di una borsa carryover, così come un’ampia gonna è formata da anelli di pelle uniti da 1.200 rivetti, la stessa lavorazione impiegata in pelletteria per costruire i secchielli dall’effetto see through. In un contrappunto continuo e organico tra easy-to-wear e accessori. (riproduzione riservata)