23 Settembre 2017

Benetton porta in mostra i suoi colori

Il marchio inaugurerà questa sera al Museo della Triennale di Milano l’exhibition «I see colors everywhere» che si svilupperà su più di 600 metri quadrati per 51 opere esposte, unendo i capi della nuova collezione primavera 2018 del brand e le opere di Fabrica, il centro di ricerca su arte e comunicazione. Angelo Ruggeri

Benetton porta in mostra i suoi colori

«Isee colors everywhere». Ovvero: Vedo colori dappertutto. Si intitola così la nuova mostra di United Colors of Benetton, che sarà inaugurata questa sera presso il Museo della Triennale di Milano. L’exhibition, che si svilupperà su più di 600 metri quadrati per 51 opere esposte, rappresenterà un viaggio, un’immersione nel colore (tra tutti, il verde iconico della maison) attraverso i capi della nuova collezione primavera-estate 2018 del marchio e le opere di Fabrica, il centro young di ricerca sull’arte e la comunicazione con sede a Treviso. E rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 28 settembre. «La prima cosa che viene in mente quando si parla di Benetton è il colore, in tutte le sue espressioni. Come le maglie sgargianti che hanno rivoluzionato la moda, le campagne controverse che hanno promosso la multiculturalità e in generale quel legame inscindibile tra l’arte e la comunicazione, che da sempre costituisce il Dna del marchio», ha raccontato a MFF il curatore della mostra e responsabile del dipartimento di design di Fabrica, Sam Baron, nell’intervista che segue.

Cosa celebrerà questa mostra?

Il patrimonio a 360 gradi di Benetton. L’exhibition presenterà un vasto spettro di produzioni editoriali e creative di Fabrica in uno spazio in cui design, arte e società si incontreranno e dialogheranno tra loro. E parlerà di colore, di creatività e di internazionalità.

Quando avete iniziato a progettarla?

Nel luglio scorso, pochi mesi fa. Il marchio voleva realizzare una mostra e ha chiesto il mio aiuto. A me piacciono le sfide. E abbiamo iniziato, coinvolgendo anche i nostri fabricanti. La moda non è il mio campo (è la prima volta che progetta un evento per la settimana della moda, ndr), ma quello dell’arte e del design sì. Quindi ho creato un ponte che collegasse questi due mondi, affinché il pubblico potesse incontrare qualcosa di diverso dal fashion durante Milano moda donna, che colpisse e venisse ricordato. Abbiamo scelto di proporla in La Triennale, perché rappresenta una modernità «passata» unica per l’Italia.

Come si svilupperà?

Si articolerà in otto sezioni, ciascuna dedicata a un colore, che verrà esplorato e celebrato attraverso video, poster, musica, foto, illustrazioni, oggetti, performance e installazioni interattive prodotti da Fabrica, in oltre venti anni di attività. Vi saranno opere pop dell’illustratore americano Andy Rementer e persino una di Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto. Oltre a un progetto sugli albini del fotografo sudafricano Pieter Hugo e le opere grafiche del designer spagnolo Jaime Hayon e dell’art director ucraina Anna Kulachek. Non solo. Come in un patchwork multicolor di maglieria, tra le opere d’arte vi saranno anche i capi della nuova collezione, indossate da persone comuni con look monocromatici.

Per l’occasione, sarà presentato anche un magazine-catalogo della mostra…

Esattamente. Il quale darà un ulteriore livello di lettura all’exhibition grazie a un editoriale firmato da Myriam Ben Salah, scrittrice e curatrice della programmazione culturale al Palais de Tokyo di Parigi. (riproduzione riservata)