28 Settembre 2017

Malo, pronta una cordata

A guidarla c’è Luciano Donatelli, che sta definendo il team, top secret, di investitori composto da imprenditori biellesi, romani e toscani. Intanto proseguono le agitazioni sindacali.

di Matteo Minà (Firenze)

Se da un lato continuano le agitazioni da parte dei lavoratori di Malo, preoccupati per la forte crisi aziendale sfociata nella richiesta di concordato preventivo con riserva al Tribunale di Firenze ad agosto scorso (vedere MFF del 16 settembre), dall’altro spunta una cordata di investitori italiani pronta a salvare lo storico marchio di cashmere deluxe. Sul fronte delle agitazioni, oggi è previsto uno sciopero di otto. Ma intanto, nella tormentata vicenda del brand fondato dai fratelli Canessa, che da fine 2014 è di proprietà del fondo internazionale Quadro capital partners, si fa avanti un cavaliere bianco. A capo della cordata, in qualità di advisor, coordinatore e gestore c’è Luciano Donatelli, manager e imprenditore biellese con un passato, tra gli altri, nel ruolo di ceo per alcune società del gruppo Ermenegildo Zegna. «Abbiamo lavorato sei mesi al progetto, conducendo più di mille interviste a negozianti e operatori di settore nel mondo, che hanno confermato il grande appeal del marchio», ha spiegato a MFF lo stesso Donatelli. «Stiamo definendo l’ultimo tassello del team di investitori, che sarà tutto italiano, con un imprenditore biellese, uno romano e uno toscano. A questi si aggiungerà come partner un grosso retailer americano per lo sviluppo in quell’area, in cui crediamo molto». Il manager si è poi soffermato sul programma per rilevare la società. «Completeremo a breve la squadra, per poter accedere alla documentazione per un’offerta congrua di acquisto, con relativo business plan. Se tutto andrà secondo i piani, in un successivo step si paleserà l’investitore maggioritario e poi verrà costituita una newco per l’operazione», ha proseguito. «Il nostro piano prevede non solo la tenuta occupazionale e le varie sedi in Italia, ma anche un raddoppio della manodopera in cinque anni e la creazione di un polo a Biella, dove sarà concentrata la filatura, in Campania e in Puglia, dove invece sarà localizzata parte della manifattura, che si aggiungerà alle due sedi attuali». La cordata italiana ha già individuato la squadra per il rilancio. «Abbiamo pensato al management e a chi si occuperà dello stile, visto che vorremmo affidare a un nome di spicco inglese la gestione della linea uomo e a una famosa designer italiana quella della donna». (riproduzione riservata)