6 Ottobre 2017

Montblanc, è tempo di rilancio

Rafforzare l’offerta di prodotti dal nuovo design e la propria influenza digitale: queste le chiavi delle strategie future del nuovo amministratore delegato Nicolas Baretzki.

di Pagina a cura di Paco Guarnaccia

Montblanc, è tempo di rilancio

Diventato ceo di Montblanc il 1° aprile scorso, ora Nicolas Baretzki si prepara a dare nuovo slancio all’universo del brand. Come ha spiegato a MFF in questa intervista, rivelando quali saranno le future strategie del brand nel settore dell’orologeria.

Montblanc realizza diverse categorie di prodotto... Che ruolo occupano gli orologi?

Sono uno dei pilastri chiave per la maison. Sono molto importanti per noi, per mantenere e sviluppare ulteriormente il nostro posizionamento nel segmento del lusso. Tutte le competenze necessarie per creare un segnatempo sono concentrate nelle nostre due manifatture svizzere: la Movement & innovation excellence center di Villeret (nello stesso palazzo dove la leggendaria manifattura Minerva è stata fondata nel 1858, ndr) e il Watch & quality excellence center di Le Locle. Grazie a questa combinazione unica possiamo offrire la migliore orologeria e performance eccezionali attraverso l’innovazione nelle complicazioni.

Quali strategie ha in mente per il futuro di questo settore?

Abbiamo studiato una strategia di sviluppo molto forte, rafforzando l’offerta di prodotti con un nuovo design, entrando nel segmento dell’orologeria sportiva e professionale, grazie al patrimonio unico proveniente dalla storia di Minerva. Inoltre, amplieremo la nostra presenza nella grande distribuzione concentrandoci sullo sviluppo delle Americhe, della Gran Bretagna e dell’Europa e rafforzeremo la nostra influenza digitale coinvolgendo dei millennials per far indossare loro i nostri smartwatch e utilizzando ancora di più l’integrazione tra le nostre due fabbriche e l’unità di business dedicata.

Quanto incide l’orologeria nel totale del business di Montblanc?

Gli strumenti da scrittura restano il primo prodotto nel nostro portfolio, mentre l’orologeria, vicino alla pelletteria, è il nostro terzo pilastro. Ognuno di questi settori è significativo per noi.

Che importanza ha il mercato italiano delle lancette per voi?

Storicamente l’Italia è un mercato con una forte cultura e una solida base di amanti dell’orologeria. Ed è grazie all’Italia che il collezionismo di orologi è diventato un fenomeno importante. In Italia siamo concentrati specialmente sulla nuova collezione di orologi sportivi TimeWalker.

Come riuscite a bilanciare il gap di tempo tra il momento in cui presentate un orologio complicato e quello in cui questo arriva nei negozi in un mondo che è sempre più veloce e i clienti sempre più abituati all’immediatezza?

Accorciare i tempi del mercato è sempre stata una delle nostre priorità e grazie alle nuova unità di business e alla nostra organizzazione unica, con due manifatture integrate, stiamo migliorando questo aspetto. L’obiettivo è chiaramente quello di essere in grado di vendere il prodotto subito dopo ogni presentazione.

Siete stati il primo brand del gruppo Richemont a presentare uno smartwatch: continuerete a investire in questo segmento?

Il modello Summit è per noi un fantastico ponte per arrivare ai millennials e portarli verso l’orologeria meccanica più avanti nella loro vita. (riproduzione riservata)