11 Ottobre 2017

Gianvito Rossi debutta nell’uomo

Lo shoe designer ha presentato la sua prima collezione di calzature maschili in concomitanza con l’inaugurazione di due boutique, a Milano e a Parigi. Intanto il brand marcia verso i 100 milioni di ricavi

di Chiara Bottoni

Gianvito Rossi debutta nell’uomo

Gianvito Rossi amplia il suo raggio d’azione e debutta con la prima collezione di calzature maschili. Lo shoe designer, a capo dell’omonimo marchio da 84 milioni di euro di ricavi 2016, in crescita continua di oltre il 30% l’anno, ha dato un assaggio del nuovo progetto con l’apertura del primo negozio dedicato all’interno della corte di Palazzo Bagatti Valsecchi, a pochi passi dalla boutique donna di via Santo Spirito. Una vetrina a cui ha fatto seguito, a stretto giro, quella di rue du Mont Thabor a Parigi, esattamente di fronte allo storico spazio dedicato all’universo femminile del marchio. Un segnale, questa vicinanza, che lascia trasparire la volontà di rinsaldare il legame tra i due mondi, in nome dei codici di stile che hanno permesso al marchio di passare da zero a cento nell’arco di soli dieci anni (il dato 2017 non è ancora disponibile ma è stimata una crescita sempre di circa il 30%, che porterà i ricavi a circa 100 milioni). «Mi piace pensare a uomini che siano vicini alle loro donne», ha esordito Gianvito Rossi, raccontando a MFF i dettagli del progetto, «ho infatti voluto tradurre i codici del mio marchio, ovvero le proporzioni moderne, la pulizia delle linee, la scelta di materiali di altissima qualità all’interno dell’universo maschile». Un primo passo nel mondo dell’uomo risale, in realtà, a qualche anno fa, quando lo shoe designer realizzò un modello di sneaker. «È successo nel momento in cui questa calzatura iniziava a rompere le barriere delle convenzioni», ha proseguito Rossi, «allo stesso modo, in questo momento, ho sentito l’esigenza di andare a colmare una lacuna esistente in quello che era il segmento dell’elegante e del formale, trovando una via di mezzo tra il classico e la moda spinta. Ho voluto creare una scarpa che fosse legata alla tradizione italiana, reinterpretandola con un tocco di modernità». Non a caso, tutti i modelli, che spaziano dal Chelsea boot alla classica Oxford, sono stati battezzati con i nomi di celebri attori del cinema nostrano, come Marcello (Mastroianni) o Vittorio (Gassman). «Il progetto è partito con volumi piccoli, riflessi dalla dimensione stessa delle boutique», ha sottolineato Rossi. Negozi progettati da Patricia Urquiola, nell’ottica di ricreare una sorta di men’s club. Espressione di quell’eleganza mai urlata che ha reso il marchio famoso nel mondo. (riproduzione riservata)