12 Ottobre 2017

Coach cambia nome in Tapestry

Il gruppo americano, cui fanno capo l’omonimo marchio, Stuart Weitzman e Kate Spade, ha attuato il rebranding nell’ottica di ampliare il proprio portafoglio di griffe in Europa e Asia.

di Fabio Gibellino

Coach cambia nome in Tapestry
Un’immagine Coach

Coach inc., dopo aver acquistato Stuart Weitzman nel 2015 per 574 milioni di dollari (circa 484,8 milioni di euro al cambio di ieri) e Kate Spade l’estate scorsa per 2,4 miliardi dollari (circa 2 miliardi di euro), ha deciso di dare una svolta al suo futuro e di cambiare il suo nome in Tapestry (arazzo). Una metamorfosi che ovviamente non interesserà il marchio e che è figlia di una ricerca condotta per quasi tre mesi dalla Carbone Smolan agency, società specializzata in rebrand. Per Victor Luis, ceo del gruppo: «Siamo in un momento cruciale della nostra reinvenzione societaria e dopo esserci evoluti da compagnia single brand a vero e proprio gruppo, abbiamo cercato qualcosa che esprimesse al contempo la diversità culturale delle nostre persone e dei nostri marchi trovando in Tapestry un nome che parla di creatività, artigianalità, autenticità e inclusività su una piattaforma e valori condivisi». Un passaggio ritenuto necessario per diventare il primo American fashion group, magari: «Attraverso una metafora meravigliosa di ciò in cui crediamo, che è un filo conduttore individuale di colori diversi che lavorano insieme per creare un unico quadro (o arazzo)», ha sottolineato lo stesso Luis. Per un’opera che si traduce nella volontà di inviare un segnale ai potenziali target nel mercato mondiale da 80 miliardi di dollari (circa 67,6 miliardi di euro) e di ampliare il proprio portfolio anche ad acquisizioni in Europa e Asia. E se già da ieri per approdare al sito ufficiale del gruppo da 4,5 miliardi di ricavi nel 2017 (circa 3,8 miliardi di euro) il reindirizzamento è già partito, il mercato azionario a metà giornata ha mostrato qualche perplessità, quotando il titolo a 39,09 dollari, cioè a -2,27% sul fixing del giorno prima. Fluttuazione che però, se riferita al momento dell’acquisizione di Kate Spade segna un singolare -15,7%. Coach non è la prima realtà della moda a cambiare nome, già nel 2013 Ppr lo aveva fatto trasformandosi in Kering. (riproduzione riservata)