12 Ottobre 2017

Ottod’ame verso 22 milioni (+10%)

di Elisabetta Campana (Roma)

Ottod’ame verso 22 milioni (+10%)

Ottod’ame continua ponderata la sua crescita. Dopo un 2016 archiviato in rosa, la label made in Prato, fondata nel 2011 da Silvia Mazzoli, Niccolò Frosini e Gianni Guastella, stima di chiudere i 12 mesi 2017 con ricavi per 22 milioni di euro, in salita del 10% sullo scorso anno. E svela la sua prossima hot season in una pista d’autoscontro tematizzata, su note electro, dedicata a una donna nomade, sempre pronta all’avventura e al divertimento. «L’ispirazione arriva da un viaggio raggiungibile con la fantasia. La parola chiave della collezione è un patchwork che la donna Ottod’ame colleziona nel corso dei suoi viaggi e stratifica, assembla, metafora che indica l’arricchirsi di esperienze ed emozioni», ha spiegato a MFF Silvia Mazzoli. «Oggi siamo presenti in 36 Paesi nel mondo, 50% estero e Italia, stiamo rafforzando la nostra distribuzione. Inoltre ci sarà un big news ancora top secret che sveleremo in occasione della prossima collezione». (riproduzione riservata) Alice Merli

Un viaggio alla scoperta del Giappone, indagato attraverso i suoi contrasti più affascinanti. Nell’anno del suo sbarco nel Sol Levante, Vladimiro Gioia ha svelato a Milano una collezione spring-summer 2018 ispirata agli elementi più emblematici della cultura nipponica. «In questa linea convivono due anime. Ho immaginato una guerriera samurai, ma con un animo romantico», ha spiegato a MFF il designer. Il Giappone non è l’unico Paese dell’Est nel mirino di Gioia. «Il nostro mercato principale da quando è nato il brand quattro anni fa è la Cina, dove abbiamo anche aperto un negozio in partnership a Shanghai. Nell’ultimo anno, però, abbiamo cominciato ad ampliare il nostro raggio d’azione anche ad altri mercati. In questi giorni abbiamo inaugurato il nostro primo pop-up store a Tokyo, che durerà per sei mesi. Inoltre, per la spring-summer 2018, abbiamo stretto due importanti accordi per la distribuzione in Russia e in Medio Oriente», ha spiegato. Una crescita che sarà presto coronata anche sul territorio nazionale. «Per l’Italia ho due ambizioni», ha rivelato lo stilista. «Portare in sfilata la fall-winter, un progetto che sta prendendo forma, e aprire un monomarca nel Quadrilatero entro il 2018. Sto già visitando alcuni spazi». (riproduzione riservata)Valentina Nuzzi

Una ricerca dell’altra dimensione. Quella nascosta, forse aliena. Manuel Facchini tratteggia così in questa atmosfera a metà tra realtà e soprannaturale la primavera-estate 2018 del suo marchio, al debutto a Milano dopo le stagioni a Londra e Parigi (vedere MFF del 21 settembre). «Sono sempre rimasto affascinato dal mistero. Per questo mi sono ispirato ai cerchi nel grano, scientificamente inspiegabili, un modo attraverso il quale dall’outerspace qualcuno cerca di comunicarci qualcosa. Ho giocato su questo concetto», ha spiegato a MFF Manuel Facchini, giunto alla sesta collezione per la sua label omonima e direttore creativo di Byblos Milano. Da cerchi singoli intagliati in un parete che diventa installazione è possibile così scoprire l’intero guardaroba, basato sull’elaborazione della forma circolare, tra termosaldature, lavorazioni 3D e contrasti lucidi-opachi. «La mia donna vive in velocità a New York, lavora, esce, va alle feste; è molto dinamica e piena di impegni, flessibile tra il giorno e la notte», ha concluso il designer. (riproduzione riservata) Alice Merli