1 Novembre 2017

La Philosofia di Burberry

La nuova era di Burberry sotto la guida del ceo Marco Gobbetti comincia a prendere forma. Il gruppo britannico da 478 milioni di sterline di turnover nel primo trimestre (pari a circa 544 milioni di euro al cambio di ieri) ha annunciato ieri mattina la conclusione del rapporto con Christopher Bailey, presidente e chief creative officer, preparandosi ad accogliere un nuovo direttore creativo, che voci sempre più insistenti identificherebbero in Phoebe Philo, attuale designer di Céline.

di Chiara Bottoni

La Philosofia di Burberry

La nuova era di Burberry sotto la guida del ceo Marco Gobbetti comincia a prendere forma. Il gruppo britannico da 478 milioni di sterline di turnover nel primo trimestre (pari a circa 544 milioni di euro al cambio di ieri) ha annunciato ieri mattina la conclusione del rapporto con Christopher Bailey, presidente e chief creative officer, preparandosi ad accogliere un nuovo direttore creativo, che voci sempre più insistenti identificherebbero in Phoebe Philo, attuale designer di Céline. Contattata da MFF, la società inglese non si è espressa sulla nomina di Philo, rispondendo: «La ricerca di un successore è, al momento, in corso». Una frase che lascia intendere la volontà di associare la creatività del marchio a uno stilista, senza passare attraverso collezioni ponte realizzate dall’ufficio stile. L’avvicendamento, infatti, avverrà gradualmente nel corso del 2018. Come specificato nel comunicato ufficiale, Christopher Bailey resterà in carica fino al 31 marzo, data in cui uscirà dal board, ma accompagnerà Burberry nel delicato processo di transizione fino alla fine del prossimo anno, supportando Marco Gobbetti e l’intero team prima di intraprendere un nuovo progetto creativo. Entranto nel gruppo nel 2001, Bailey ha contribuito nel corso di questi 17 anni a trasformare l’etichetta da «un piccolo marchio di capospalla su licenza a uno dei principali gruppi del lusso internazionali». Nel maggio del 2014, a seguito dell’uscita di Angela Ahrendts dal ruolo di ceo, Bailey divenne, caso unico nel panorama della moda internazionale, amministratore delegato del marchio, conservando il suo ruolo di supervisore dello stile in qualità di chief creative officer. La carica manageriale venne mantenuta fino all’arrivo di Marco Gobbetti, ex ceo di Céline, nominato ad nel luglio del 2016, prima dell’insediamento ufficiale, risalente a quest’estate (vedere MFF del 6 luglio). A corredare ieri le dichiarazioni ufficiali di Bailey che si è definito, «privilegiato per aver potuto lavorare con un team straordinario per 17 anni e fiducioso che il futuro di Burberry possa essere ancora più roseo», le parole di Gobbetti, che ha sottolineato come il gruppo abbia «una chiara visione sul futuro, nell’ottica di accelerare la crescita e contribuire al successo del marchio. Perciò, sono emozionato per le opportunità che arriveranno per i nostri team, per i partner e per gli azionisti». L’idea che il manager abbia già chiara la strada da seguire è quindi evidente e molti elementi lasciano intendere che il successore allo stile possa essere proprio Phoebe Philo. Innanzitutto per il passato che lega il manager alla stilista. Gobbetti ha lavorato in grande sintonia con la designer brit, chiamandola da Céline nel 2008 per iniziare il rilancio della maison. Permettendole infatti di concentrarsi sul design delle collezioni, il manager ha portato avanti una strategia di business che ha enfatizzato l’immagine discreta e rarefatta del marchio di Lvmh, il cui turnover stimato si aggirerebbe, secondo le stime degli analisti, intorno ai 700 milioni di euro. In secondo luogo, proprio di recente, sono tornate con insistenza voci inerenti l’uscita di Philo da Céline. Voci che, il 17 ottobre, furono smentite da un portavoce di Lvmh. «Il gruppo nega un’uscita imminente della designer», era stato detto. Frase ribadita ieri, sempre da un portavoce di Lvmh, a MFF, «con la precisazione di voler eliminare qualsiasi riferimento temporale all’imminenza». Elemento che aveva allora lasciato intendere qualcosa. Un’altra indiscrezione che farebbe però pensare a un addio di Philo da Céline arriva direttamente da Parigi. Secondo quanto appreso da MFF, l’ufficio stile avrebbe pian piano visto l’uscita dei suoi componenti. Come a preparare un cambio di rotta. Nel frattempo, il tam-tam degli addetti ai lavori ha creato una rosa di possibili candidati da Burberry. Si parlava di Paul Surridge, che però, sempre secondo quanto appreso da MFF, avrebbe rinunciato a causa della sua recente nomina come creative director da Roberto Cavalli, Stefano Pilati, non legato a una casa di moda sin dal suo addio a Ermenegildo Zegna, e quello di Italo Zucchelli, ex Calvin Klein. In merito alla persona che, invece, potrebbe andare a sostituire Phoebe Philo da Céline, nel caso in cui vi fosse realmente un avvicendamento, circola con insistenza il nome di Johnny Coca, attuale stilista di Mulberry che proprio con Phoebe Philo aveva lavorato da Céline. Ricordando che a Parigi si incomincia a parlare anche di una rentrée di Alber Elbaz, dopo la chiusura con Lanvin. (riproduzione riservata)