14 Novembre 2017

La nuova Moncler secondo Ruffini

«Sto ridisegnando l’azienda. E la mia testa». Con questa parole Remo Ruffini racconta in un’intervista a MFF la nuova avventura firmata Moncler, di cui è presidente e amministratore delegato. E svela i primi dettagli.

di Stefano Roncato

La nuova Moncler  secondo Ruffini

Il digitale, «quel rapporto con il consumatore che è sempre al primo posto», le nuove sfide di mercato come opportunità da cogliere, la velocità. Elementi che hanno portato il manager a rivedere tutto il progetto Moncler a 360°, con un primo passo, una prima decisione molto tranchant. La primavera-estate 2018 rappresenta l’ultima stagione per le collezioni Moncler Gamme bleu e Gamme rouge, dopodiché le due linee verranno chiuse. E contestualmente termina il rapporto con i due stilisti che le disegnavano, Giambattista Valli per la Gamme rouge che sfilava a Parigi e Thom Browne per la Gamme bleu che era in passerella a Milano. Una scelta consensuale e coraggiosa che «nasce dalla consapevolezza di dover cogliere delle occasioni», ha continuato Ruffini, sotto la cui guida non sembrano mancare i risultati. Nei primi nove mesi del 2017 c’è stata una crescita a doppia cifra. Moncler ha chiuso il periodo con ricavi per 736,8 milioni di euro, in crescita del 15% a tassi di cambio correnti e del 16% a tassi di cambio costanti, rispetto ai 639,3 milioni registrati nello stesso periodo del 2016 (vedere MFF del 24 ottobre). E proprio domani ci sarà l’inaugurazione ufficiale del nuovo megastore a Hong Kong, in Harbour City, su Canton Road, con un evento come una performance artistica. E poco prima di salire in aereo per l’Asia, Remo Ruffini ha spiegato a MFF il Moncler momentum.

Perché la scelta di chiudere le due collezioni?

Avevo in mente una strategia diversa, che dipende dal fatto che il mondo è cambiato, tutto è più veloce. Più digitale. Sono davvero emozionato guardando a Moncler e alle nuove sfide future. Consapevole che innovazione, concentrazione e dedizione sono fondamentali per migliorare ogni brand e ogni azienda, sono onorato di aver avuto l’opportunità di essere stato affiancato in questi anni da due creativi di grande talento e sensibilità come Giambattista Valli e Thom Browne. La loro professionalità, il loro talento e la loro energia, hanno caratterizzato in modo importante tutti questi anni di lavoro insieme.

Quanto coraggio ci è voluto?

Il mercato è veloce. Ma queste sono nuove opportunità e bisogna saperle cogliere.

Lei parla di un next step…

Non ci convince più l’approccio tradizionale. La sfilata, l’attesa di sei mesi per poi arrivare al consumatore. Serve un contatto continuo. Sto ridisegnando l’azienda e la mia testa. Un’azienda che, seppur vada bene, deve essere pronta a percepire i cambiamenti di mercato, essere antenna. Una strategia che, come dico sempre, deve essere più vicina al consumatore. Senza filtri.

Più digitale?

Dietro ci vuole comunque una strategia. Il digitale è un mezzo.

Ci saranno altre operazioni o rebranding?

Nella mia mente ho una visione. Ma le comunicherò più avanti. Sto facendo una revisione a 360° di tutto il progetto Moncler.

Le sfilate hanno ancora senso?

Hanno senso per i marchi della moda. Noi non siamo un’azienda classica di moda.

È contento di questa mossa?

Lo direte voi. Vediamo cosa ci riserva il futuro. (riproduzione riservata)