14 Novembre 2017

London calling Dolce & Gabbana

«Queste esperienze in tour per il mondo ci hanno arricchiti e hanno cambiato la nostra visione della moda», hanno detto a MFF i due designer. Che hanno organizzato una sfilata-evento d’Alta moda e Alta sartoria per celebrare la riapertura della boutique di Old Bond street.

di Chiara Bottoni (Londra)

London calling Dolce & Gabbana

Love London. Una dichiarazione d’amore verso questa città. Domenico Dolce e Stefano Gabbana tornano protagonisti della scena londinese, dopo l’imponente take over di Harrods (vedere MFF del 4 novembre), con una sfilata delle collezioni Alta moda e Alta sartoria di Dolce&Gabbana, realizzata per celebrare il re-opening del rinnovato e ampliato store al 6-8 di Old Bond street (vedere box). Negozio che è diventato palcoscenico e backstage di un evento capace di rinsaldare il legame estetico tra gli stilisti e la Gran Bretagna nel segno del Made in Italy. «Questa collezione racchiude il nostro punto di vista sull’Inghilterra, è una sorta di nostra visione di questo mondo tra riferimenti ad Ascot, a May fair lady, a Mary Poppins e a tutto ciò che per noi è icona inglese», hanno raccontato a MFF Domenico Dolce e Stefano Gabbana. A costruire questo racconto sono gli abiti stessi, dai dress di paillettes che riproducono l’immagine della Union jack impreziositi da colletti e camicie di candido pizzo eduardiano ai gown vittoriani decorati da incrostazioni giganti di cristalli fino alle T-shirt ricamate da un inno d’amore verso Londra, abbinate a gonne tartan punteggiate da spille punk e a coat sontuosi bordati di pelliccia e percorsi da rose di un giardino primaverile. Per regine e nobildonne dal capo decorato da fiocchi e cappelli degni di un pomeriggio ad Ascot, accompagnate dai loro re, vestiti con giacche doppiopetto percorse da volute dorate e pantaloni segnati da piping, come omaggio alla tradizione militare britannica, vestaglie voluttuose, ricchi broccati e completi di classica e inappuntabile eleganza. «È straordinario come oggi i giovani vogliano vestirsi con eleganza», hanno proseguito i designer. «Ci piace scoprire quello che oggi desiderano i millennials. A loro abbiamo dedicato anche una sezione dello store di Londra perché possano fare i loro fit in maniera indipendente». Un desiderio di contatto e di scambio con il pubblico che rappresenta bene il percorso intrapreso dagli stilisti da qualche mese a questa parte, grazie al tour di show realizzato worldwide . «La cosa che più ci ha colpiti è stato il contatto con la città. Come è successo a Tokyo, per questo progetto e per l’evento di Harrods è stato speciale. Siamo entrati in dialogo con un mondo che non è così ovvio. È stata un’esperienza che ci ha arricchiti, che ci ha fatto crescere umanamente e ha profondamente cambiato la nostra visione della moda stessa». (riproduzione riservata)