24 Novembre 2017

Il futuro del lusso

La trasformazione del mercato cinese e l’evoluzione di quello americano, assieme alle evoluzioni delle esigenze dei clienti e dei canali distributivi, saranno le chiavi strategiche del futuro prossimo per il mondo del lusso. Un segmento di mercato che, dopo un anno di transizione, è tornato a crescere.

di Fabio Gibellino

Il futuro del lusso

La trasformazione del mercato cinese e l’evoluzione di quello americano, assieme alle evoluzioni delle esigenze dei clienti e dei canali distributivi, saranno le chiavi strategiche del futuro prossimo per il mondo del lusso. Un segmento di mercato che, dopo un anno di transizione, è tornato a crescere. Questo è quanto emerso nel corso del Mfgs-Milano fashion global summit, l’appuntamento annuale di Class editori organizzato in collaborazione con Cnmi-Camera nazionale della moda italiana, The Wall street journal Europe e Bank of America-Merrill Lynch e che si è tenuto ieri negli spazi della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. A confermarlo è stato per primo Antonino Mattarella, country executive Italy, head corporate and investment banking di Bank of America Merrill Lynch, che ha ribadito come: «Il lusso è tornato a crescere, meno velocemente rispetto al passato, ma probabilmente in modo più sostenibile. Lo dimostrano anche le performance delle azioni delle aziende del settore, che stanno maturando un +32% medio contro 13% del resto delle quotate». Aspetto condiviso da Carlo Capasa, presidente di Cnmi-Camera nazionale della moda Italiana, che ha detto come: «Dopo la China bulimia ora il mercato è entrato in una fase più matura», ricordando poi che: «La moda è da mezzo secolo il pilastro dell’economia italiana, basta ricordarne il saldo commerciale positivo da 27 miliardi di euro». Fino a sottolineare come per il futuro è necessario: «Avere il coraggio di rompere con il passato per intercettare i nuovi consumatori, basta guardare a cosa sta facendo Gucci, e guardare alla sostenibilità, un mercato da 300 miliardi di euro». Mentre in conclusione, Paolo Panerai, editor in chief e ceo di Class editori, ha voluto sottolineare come: «Per quanto oggi sia ovvio, il fatto è che la Cina sta diventando sempre più dominante, così come l’online è ancora un mondo molto variegato con aspetti non ancora ben definiti e in veloce cambiamento costante. Questo nell’ambito di un futuro dove, però, il prodotto è e sarà ancora un punto centrale», ha concluso. (riproduzione riservata)