1 Dicembre 2017

Il Rolex Daytona di Paul Newman è diventato un esemplare da record

«Non ci sarà mai una cifra finale perfetta perché non ci sarà mai un altro orologio appartenuto a lui» Aurel Bacs di Phillips svela i retroscena dell’asta di New York che ha visto protagonista il segnatempo dell’attore americano, battuto a oltre 15,5 milioni di dollari in 12 minuti.

di Pagina a cura di Paco Guarnaccia

Il Rolex Daytona di Paul Newman è diventato un esemplare da record

ll mondo degli appassionati di orologeria aspettava da tempo il momento in cui sarebbe andato all’asta il mitico Daytona di Rolex. Il momento è arrivato lo scorso 26 novembre a New York quando, dopo una serrata battaglia durata 12 minuti, il sacro graal dei collezionisti di lancette è stato assegnato per oltre 15,5 milioni di dollari. A condurre questa sessione, che passerà alla storia, è stato Aurel Bacs, senior consultant di Phillips in association with Bacs & Russo, dipartimento watches della casa d’aste inglese Phillips, che ha realizzato la vendita. L’esperto ha raccontato, in esclusiva a MFF, questa milionaria avventura.

Come siete arrivati a mettere all’asta questo leggendario orologio?

James Cox, ex marito di Nell Newman (figlia di Paul Newman, ndr) e tesoriere dell’organizzazione benefica Nell Newman Foundation, un giorno ha scoperto l’interesse attorno all’orologio che il suocero gli regalò anni prima. Decise quindi di metterlo all’asta per raccogliere fondi per la fondazione. Ha chiesto consiglio a un avvocato californiano che lo ha indirizzato verso un importante collezionista che poi ha organizzato un incontro con me.

Che momento è stato per lei l’annuncio di quel lotto speciale?

Fortunatamente abbiamo realizzato un video per presentare al meglio l’orologio e questo mi ha permesso di avere un po’ più di tempo per raccogliere le mie emozioni. Non solo all’annuncio, ma anche durante tutta l’asta ero molto emozionato e nervoso.

Che ricordo ha di quei fatidici 12 minuti dell’asta?

Ero fiducioso che il risultato finale sarebbe stato quello corretto e che rendesse il giusto omaggio all’oggetto stesso e al personaggio che lo ha reso celebre. Guardando il libro del banditore ho controllato che ci fossero varie offerte scritte, in modo da poter cominciare dal prezzo di riserva (1 milione di dollari) pensando che i rilanci, da quel momento, sarebbero stati di 100 o 200 mila dollari fino alla fine. Invece, all’improvviso, una mia collega che seguiva un compratore al telefono, ha lanciato un’immediata offerta da 10 milioni di dollari. Questo mi ha totalmente confuso e per qualche istante non ho saputo come reagire. Mi sono ripreso e ho confermato l’offerta. Fortunatamente, l’asta non si è fermata lì e abbiamo ricevuto altre telefonate che hanno rilanciato fino ad arrivare a 15,5 milioni di dollari (circa 12,6 milioni di euro). Una volta passata la soglia dei 13 milioni sapevo che c’erano ancora tre collezionisti interessati e l’adrenalina del momento si è abbassata.

La cifra raggiunta di 15,5 milioni di dollari (17,8 con i diritti d’asta) è stata secondo lei consona?

Per me e il mercato non ci sarà mai una cifra finale perfetta, perché non ci sarà mai un altro Daytona appartenuto a Paul Newman. Anche se avesse raggiunto 20 o 25 milioni di dollari nessuno avrebbe potuto dire che era un risultato esagerato. Questo lo si può pensare qualora sul mercato si possa trovare lo stesso oggetto a meno. Ma questo non è il caso. Per noi di Phillips in association with Bacs & Russo e per i collezionisti è stato un ottimo risultato.

La vostra casa d’aste è diventata in poco tempo un punto di riferimento e la più importante nel settore degli orologi. Come ci siete riusciti?

Merito dei compratori e venditori che ci hanno dato fiducia. Io, personalmente, ho un’esperienza ultra trentennale nel settore, ma non esiste una formula magica. Esistono solo delle qualità che ogni mercato esige: professionalità, trasparenza, onestà e servizio per il cliente. Altre qualità che non devono mancare mai sono passione e tanto lavoro. (riproduzione riservata)