1 Dicembre 2017

Iwc, grazie ai prezzi competitivi

Il marchio nel 2018 festeggia 150 anni di storia con un nuovo sito produttivo. Obiettivo, portare tutte le fasi lavorative in-house. E poi, debuttare con una piattaforma e-commerce.

di Pagina di Paco Guarnaccia

Iwc, grazie ai prezzi competitivi
Beppe Ambrosini, direttore generale di Iwc Italia e l’edizione limitata Big pilot’s watch heritage

Nuovo prestigioso incarico per Beppe Ambrosini, direttore generale di Iwc Italia (gruppo Richemont), che da poche settimane ha assunto anche il ruolo di delegato italiano alla Fondation de la haute horlogerie di Meyrin, in Svizzera. MFF lo ha incontrato per fare il punto sullo stato del mercato nazionale di una delle maison orologiere più famose del mondo.

Che anno è stato il 2017 per Iwc in Italia?

Di cifre non posso parlare, ma quello che posso dire è che anche quest’anno è stato positivo. Una tendenza che continua da tre anni e che vede la marca andare oltre le previsioni.

Quali sono secondo lei i motivi?

Principalmente la strategia di presentare ogni anno famiglie di prodotti rinnovati ma senza stravolgerli e restando fedeli al loro Dna. Penso, per esempio, alla più recente collezione Pilot’s watches, che abbiamo presentato nel 2016 ma che è stata venduta principalmente quest’anno e che, grazie al design e a una fascia di prezzo ideale, si è rivelata vincente. Da tempo si era capito che il range di prezzo, soprattutto in Italia, si sarebbe abbassato. Proponendo ai clienti un solo tempo a 4.500 euro o un cronografo a 5.700 euro con il marchio Iwc, le nostre competenze tecnologiche e la nostra lunga storia alle spalle, abbiamo avuto ragione.

Assieme alle collezioni ufficiali siete soliti presentare pezzi speciali durante l’anno... Funzionano?

Assolutamente sì. Le serie in edizione limitata dedicate al Petite Prince della collezione Pilot’s watches non ha fatto in tempo a entrare nei negozi che, viste le prenotazioni, erano già vendute. Anche l’Ingenieur chronograph sport edition 50th Anniversary of Mercedes-AMG realizzato per celebrare i 50 anni di questo modello di auto mitico è stato un grande successo. Altra sorpresa positiva dell’anno è stata la collezione Da Vinci, lanciata nel 2017. A differenza delle altre famiglie della nostra collezione (Portugieser, Aquatimer, Portofino, Pilot’s watches e Ingenieur), in questo caso è stato compiuto un restyling più importante. La cassa dalla forma tonneau che non aveva incontrato i gusti del pubblico è tornata rotonda con l’inserimento di alcuni particolari rétro come quello delle anse mobili.

Il 2018 è alle porte. Che novità avrete?

Sarà un anno magico, perché coincide con il 150° anno di attività ininterrotta della maison. Per l’occasione sarà inaugurata in primavera la nostra nuova manifattura a Merishausen, nel cantone di Schaffhausen (dove è nato e tuttora ha sede il brand, ndr). Con questo building stiamo passo dopo passo avvicinandoci ad avere tutte le fasi produttive in-house. Inoltre, per celebrare l’evento all’imminente Sihh-Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra (dal 15 al 19 gennaio, ndr) presenteremo modelli commemorativi dell’anniversario in serie limitata.

Avete apportato qualche cambiamento nella vostra distribuzione?

La casa madre ha ritenuto di fare degli aggiustamenti e di ridisegnare la nostra mappa distributiva (così come è accaduto in tutto il mondo, ndr) e quindi, con gennaio 2018, avremo 12 punti vendita in meno. Una scelta dettata dalla volontà di soddisfare maggiormente la clientela, il che non significa che aumenterà la produzione di orologi, ma ci concentreremo per avere una distribuzione più selettiva: l’orologio non è un bene di consumo, ma un bene che va tutelato. Le nostre boutique di proprietà a Roma e Milano rispondono bene. Per quanto riguarda l’e-commerce, inizieremo l’anno prossimo e lo gestiremo internamente o insieme ai concessionari che già utilizzano questo canale e che hanno i requisiti di standard qualitativi richiesti dalla marca. (riproduzione riservata)