1 Dicembre 2017

Rocca 1794, così la boutique diventa shopping experience

Giorgio Grassi Damiani, vicepresidente dell’omonimo marchio e ceo dell’unica catena multibrand d’alta orologeria in Italia, svela le strategie di retail. Prima fra tutte, la formazione.

di Paco Guarnaccia

Rocca 1794, così la boutique diventa shopping experience
Un ritratto di Giorgio Grassi Damiani, ceo di Rocca 1794

Tra i concessionari orologieri, Rocca 1794 è l’unica catena multibrand di alta orologeria presente in Italia: da qui passano tutti i big del settore, tra cui Patek Philippe, Rolex, Cartier, Omega, Jaeger-LeCoultre, Breguet, Panerai e Bulgari. Nata a Torino, Rocca 1794 dal 2008 è entrata nella galassia del gruppo Damiani di cui Giorgio Grassi Damiani è vicepresidente, nonché ceo di Rocca 1794, che racconta, in questa intervista a MFF, come creare una vera e propria esperienza d’acquisto.

Che tipo di realtà è attualmente Rocca 1794?

Possiamo contare su 13 negozi presenti sul territorio italiano e uno in Svizzera, a Lugano. Abbiamo punti vendita a Milano, Padova, Orio al Serio, Venezia, Mantova, Bologna, Fiumicino, Bari, Lecce, Taormina, Catania e, ovviamente, a Torino. Qui abbiamo appena riaperto in via Roma con un nuovo shop-in-shop di Rolex che prima non avevamo in quella piazza.

Cosa ha portato il gruppo Damiani ad acquisire Rocca 1794 nel 2008?

Abbiamo sempre creduto che questo tipo di concept potesse offrire maggiori garanzie al cliente. Penso al servizio, ma soprattutto a regole e strategie ben precise. Cerchiamo di offrire una gamma adeguata di prodotti, accuratamente selezionati dai brand che vogliamo siano presenti in modo rispettoso delle loro strategie nei nostri punti vendita.

Quali cambiamenti avete apportato dopo l’acquisizione?

Innanzitutto abbiamo aperto nuovi negozi, poi abbiamo rinnovato tutti gli spazi degli altri punti vendita con il chiaro obiettivo di portare il cliente a vivere un’esperienza unica ogni volta che entra. L’accoglienza è fondamentale per mettere il cliente a proprio agio. Abbiamo investito moltissimo anche sul training del personale di vendita, perché è importante che chi cerca l’acquisto di un prodotto come l’orologio capisca che la persona fisica che si trova dietro al banco sarà presente e lo seguirà in ogni passo precedente e successivo all’acquisto con grande professionalità.

Aspetto che nell’e-commerce al momento non esiste. Siete entrati anche voi in questa veloce corsa?

Siamo ben consapevoli che l’e-commerce diventerà sempre più importante, ma se penso all’Italia, per certi tipi di prodotti di lusso è sempre preferibile essere seguiti da figure professionali. Detto questo, abbiamo iniziato quest’anno con l’e-commerce, più che altro con test assieme ai brand che aderiscono a questo tipo di vendita. Diciamo che ci stiamo preparando e vedremo in seguito che tipo di azioni intraprendere.

Tra le vostre boutique, qual è quella dalle performance migliori?

Il nostro negozio in piazza Duomo a Milano. Già prima di Expo la città è diventata formidabile. Le strutture, i trasporti, gli eventi e i ristoranti invogliano i turisti a visitarla e, una volta qui, si trovano benissimo. La posizione delle nostre vetrine nel cuore di Milano, poi, fa il resto.

Manca solo un mese alla fine del 2017... Che anno è stato?

Dicembre è un mese importante per noi, quindi bilanci non ne possiamo ancora fare con certezza, anche in considerazione del fatto che il nostro anno fiscale si chiude ai primi di marzo. Quello che posso già dire è che in Italia si sente una leggera ripresa e questo ci conforta. Quello che abbiamo notato, riguardo a dicembre, è che ora c’è una concentrazione di clientela incredibile in pochi giorni; più o meno tra il 15 e il 22, mentre un tempo il periodo iniziava più o meno dalle feste dell’Immacolata. (riproduzione riservata)