7 Dicembre 2017

Bulgari inaugura un mega-resort a Dubai e punta a 15 hotel nel 2025

Il marchio di gioielleria di Lvmh taglierà il nastro di uno spazio a Shanghai nel 2018, a cui farà seguito Mosca. «Nell’emirato puntiamo a essere i leader indiscussi», ha detto a MFF il ceo Jean-Christophe Babin. Cristina Cimato

Bulgari inaugura un mega-resort a Dubai e punta a 15 hotel nel 2025

Anticipato da una cena di gala esclusiva con ospiti, tra gli altri, Bella Hadid, l’attrice premio Oscar Alicia Vikander, il modello e attore Jon Kortajarena e la modella Jasmine Sanders, apre oggi il Bulgari resort Dubai, quinto hotel del marchio di alta orologeria romano (parte del gruppo Lvmh), che non sarà l’ultimo. Dopo Milano, Bali, Londra e la recentissima inaugurazione di Pechino, gli obiettivi di crescita di Bulgari nel lifestyle, infatti, sono molto ambiziosi: arrivare a 15 hotel entro il 2025. L’espansione sarà globale e toccherà di nuovo l’Europa, approderà negli Stati uniti e crescerà in Asia. Il resort di Dubai, che è stato realizzato con il partner finanziario Meeras, holding company con base nell’emirato, è situato sull’isola di Jumeira bay, collegata con un ponte alla città. Il complesso, progettato dallo studio Antonio Citterio-Patricia Viel, include l’hotel con stanze e suite, 20 ville, nonché sei edifici residenziali con 173 appartamenti e 15 grandi dimore. Contempla anche la novità assoluta del primo yacht club, aperto ai soci, in grado di ospitare 50 barche. L’ambizione, come ha spiegato a MFF Jean-Christophe Babin, ceo di Bulgari, è che il resort diventi la destinazione ricettiva leader a Dubai.

Cosa vi attendete da questa nuova struttura?

Dubai è senz’altro una delle città più aspirazionali del mondo, è un luogo che sa fare sognare e il nostro hotel rappresenta qui una sorta di ambasciata italiana in medio Oriente. Questo è anche il più importante e complesso alberghiero realizzato finora e su di esso abbiamo grandi aspettative. Il nostro obiettivo è di arrivare a un’occupancy rate del 100% nel periodo clou e di ottenere ottimi riscontri anche fuori stagione. Finora, le performance degli altri quattro hotel sono state su tutti i fronti superiori al business plan iniziale.

Avete appena aperto a Pechino e ora Dubai. All’inizio del prossimo anno Shanghai. E poi?

Nel 2020 ci sarà Mosca, ma nei prossimi mesi annunceremo altre due destinazioni. Una di esse, con molta probabilità, aprirà contemporaneamente a quella moscovita. In ogni caso la nostra visione complessiva è di 15 hotel, che rappresentano il numero perfetto perché sono 15 le destinazioni più interessanti del mondo attualmente. In Europa non ci fermiamo e arriveremo a quattro o cinque alberghi. Tra le mete ci potrebbero essere Londra, Parigi, Roma e Barcellona. Poi dobbiamo arrivare negli Stati uniti, dove non siamo ancora presenti, crescendo sia nella costa est, con New York, sia in California. Poi c’è l’Australia e anche l’Asia è in sviluppo, con Hong Kong e il Giappone (a Tokyo Bulgari ha già un ristorante stellato guidato dallo chef italiano Luca Fantin, responsabile anche di Bali. La struttura di Dubai, per quanto riguarda la ristorazione, è affidata invece all’altro stellato Niko Romito, che segue anche Pechino, e Shanghai, ndr).

Si amplia il lifestyle, ma come va il core business?

La nostra è un’attività resiliente e atemporale, perché risponde a un desiderio viscerale che risale alla notte dei tempi e perché la rarità, anche in momenti di crisi, è apprezzata. Il nostro business si conferma in sviluppo costante. Vediamo davanti a noi un’alta potenzialità. (riproduzione riservata)