7 Dicembre 2017

L’omaggio di Chanel a Kaiser Karl

Un omaggio a Karl Lagerfeld, designer che dal 1983 tiene saldamente le redini dello stile di Chanel. Quel Kaiser Karl che ha contribuito a costruire l’estetica del prêt-à-porter della maison della doppia C a suon di show colossali, come l’ultimo andato in scena ieri sera ad Amburgo, città natale dello stilista tedesco.

di Chiara Bottoni

L’omaggio di Chanel a Kaiser Karl

È questa la chiave di lettura del nuovo défilé della collezione Métiers d’art, la pre-fall di Chanel, che puntualmente, nel mese di dicembre, fa tappa in location differenti, in giro per il mondo. Così dopo Dallas, Salisburgo, l’Havana, Roma e Parigi, ieri è stata la volta di Amburgo. Spazio scelto per la sfilata Paris-Hamburg è la sala concerti Elbphilharmonie, imponente edificio in vetro, progettato dallo studio di architetti Herzog & de Meuron, che si erge sullo skyline della città con la sua facciata scenografica composta da 1.100 pannelli a specchio. Un esempio di grande maestria costruttiva come quella che Chanel, ogni anno, vuole raccontare attraverso gli show Métiers d’art: quell’heritage manifatturiero che, in 16 anni, Chanel ha costruito raccogliendo dieci maison uniche e speciali, da Lemarié a Goossens passando per Lesage, e dodici siti produttivi dedicati a diverse tipologie di prodotto, dalla pelletteria al pizzo. A introdurre questo racconto di artigianalità ieri sera è stato un vero e proprio concerto. Un’intera orchestra ha infatti scandito il sound dello show, con le modelle che hanno sfilato attraverso i palchi dell’auditorium. In scena, una collezione ricca di richiami alla cultura teutonica, con numerose citazioni militari. A partire dai copricapi con visiera, impreziositi da broche di perle, simili a uno stemma, e ingentiliti da velette di tulle nero. Quello stesso tulle utilizzato per le architettoniche gonne a plissé indossate con gilet armatura di matelassé o con pull fittamente decorati in black and white. Immancabile il tweed impiegato per confezionare completi dall’allure Forties, mentre mini dress di frange danzano sono stati pensati per ogni passo. Cappotti doppiopetto conferiscono un tono severo ai look, come la predominanza del bianco e il nero, interrotti solo da composit di quadrettature multicolor per cappotti strizzati in vita o dress in maglia avvitati sul corpo. L’eveningwear è dominato da impeccabili smoking con plastron impreziositi da bottoni gioiello. Simbolo di un rigore costruttivo che permea l’intera collezione.

Giudizio. Karl Lagerfeld esce a raccogliere l’applauso trionfante del pubblico, alla fine di un défilé che speculazioni volevano come l’ultimo firmato dallo stilista. Nessun annuncio invece è arrivato dalla riservata maison il cui giro d’affari nel 2016 si è attestato a 5,67 miliardi di dollari (circa 4,8 miliardi di euro al cambio di ieri). A parlare è stata semplicemente la collezione, omaggio a quella città lasciata dal creativo a soli 17 anni per inseguire il sogno della couture ma rimasta sempre nel suo cuore. (riproduzione riservata)