21 Dicembre 2017

Chiara Ferragni, nuovo corso per Tbs crew

di Ludovica Tofanelli

Chiara Ferragni, nuovo corso per Tbs crew

Da influencer a chief executive officer. Chiara Ferragni prende in mano se stessa e assume il ruolo di presidente e amministratore delegato di Tbs crew, la società che gestisce Theblondesalad.com, la talent agency che rappresenta lei e la sorella Valentina Ferragni e la unit dedicata alla produzione. Uscito l’ex ceo Riccardo Pozzoli, rimasto come socio di minoranza, Ferragni ha iniziato il nuovo corso nominando Fabio Maria Damato direttore generale di Tbs crew. Una realtà che dovrebbe chiudere il 2017 a quota 6 milioni di euro (+82,6%), alla quale va aggiunta Chiara Ferragni collection, la griffe di calzature e accessori da 20 milioni di turnover nel 2016, di cui l’imprenditrice da oltre 11 milioni di follower è socia e direttore creativo. Con un seguito internazionale, che vede in testa Italia e Usa, seguite da Europa, centro e Sud America, fino ai paesi asiatici, Ferragni ha iniziato il nuovo corso guardando come riferimento a Pietro Beccari, nominato ad di Christian Dior, ed Emily Weiss, alla guida di Into the gloss e Glossier. Per la sua Tbs crew ha già iniziato un lavoro di ristrutturazione interna, tagliando costi e puntando sul core business della talent agency, ovvero le attività legate alla sua stessa figura e a quella della sorella. «La sfida sarà dimostrare a tutti che valgo anche come business woman e non solo come talent», ha detto in quest’intervista a MFF Chiara Ferragni.

Perché questo cambiamento?

Era già da tempo che volevo rimettermi in gioco in questi termini, mettere io stessa le mani in azienda e cambiare alcune strategie di business. Le attività di Tbs crew si suddividono in tre aree, il blogazine, corredato da un e-commerce di prodotti in edizione limitata, la parte di produzione contenuti a supporto del nostro lavoro e quella dei talent, che opera come agenzia per me e mia sorella Valentina. È questa la unit più forte, porta al 90% dei ricavi con costi gestionali e di struttura che incidono solo per il 40%.

Quali sono stati i primi passi in questo nuovo ruolo?

Sto cercando soprattutto di rimettere il focus sui nostri punti forti, portando avanti anche un lavoro di ristrutturazione interna. In questi primi due mesi abbiamo messo a punto un piano per razionalizzare i costi di circa il 35%, con la previsione di incrementare i ricavi dell’80% il prossimo anno.

Quali saranno quindi i focus?

Sui talent siamo molto forti, punteremo su quello e sulla nostra identità. Credo sia fondamentale che le attività influencer siano legate alla parte di produzione di Tbs crew e alle collaborazioni con i brand. Prima la produzione realizzava anche progetti a sé e non direttamente legati alla mia figura o a quella di Valentina, come supporto creativo e di comunicazione ai marchi. L’obiettivo ora è lavorare in armonia con la mia identità, sviluppando di volta in volta progetti ad hoc che coinvolgano noi due talent in prima persona. Per il 2018 abbiamo già definito importanti contratti, dietro ai quali c’è comunque un’idea di strategia e di crescita a livello internazionale.

Vista la forza della unit talent, ha pensato di ampliarla coinvolgendo altri influencer?

Per ora no, credo sia giusto mantenere l’identità che abbiamo costruito Valentina e io.

Che direzione sta prendendo la professione di influencer?

Per quanto mi riguarda, oltre a essere considerata influencer vorrei lavorare come una brand builder, collaborando a 360° con i marchi anche in termini di consulenza, portando la mia esperienza e creando valore per entrambe le parti. Credo che la chiave sia il do ut des. Avere meno collaborazioni, ma più forti e durature, per non essere solo front face ma dare supporto con un lavoro di ricerca.

Quanto, quindi, la sua vita professionale è legata a quella personale?

Molto, perché in realtà mi ritrovo a lavorare sempre e ovunque, ma la bellezza dei social è proprio questa, che non si spengono mai. E per me è una passione, ho sempre voluto condividere ciò che faccio nella vita con i fan.

Qual è la chiave del suo successo?

Credo sia un mix di ingredienti, ho viaggiato tanto, raccontando la mia vita con onestà e sincerità. Quando ho iniziato non si trattava per me di un lavoro, era solo la passione di condividere. Oggi molte persone iniziano già con l’obiettivo di diventare influencer, guadagnare, chiudere un contratto. Ma forse non è quella la chiave giusta per partire... Dal 2015 direi che è arrivato davvero il successo mondiale, con tanti riconoscimenti importanti e internazionali come il caso ad Harvard, le copertine di Vogue, le dichiarazioni di Forbes…

Ha conquistato forse prima l’estero dell’Italia… Ma il suo paese ora come risponde?

Adesso la risposta è positiva anche in Italia. È stato difficile all’inizio, la mia patria a cui devo tutto era proprio il posto che mi metteva più in soggezione. Non avevo idea delle regole della moda, ero circondata da uno snobismo anni 90 che proprio i social sono riusciti oggi ad abbattere.

E questo come ha impattato sul suo lavoro?

L’ho sempre presa come una sfida, per dimostrare che la mia era una visione a lungo termine.

C’è un sogno che non ha ancora realizzato?

Ce ne sono tantissimi, la cosa bella è che piano piano li sto realizzando uno dopo l’altro. E alcuni si concretizzeranno anche nel 2018, mi sembra impossibile...

La prossima sfida che dovrà affrontare?

Dimostrare a tutti che valgo anche come business woman e non solo come talent. (riproduzione riservata)