11 Gennaio 2018

Le icone timeless di Brooks brothers

Ciò che oggi è un classico, in passato fu rivoluzionario. Parte da questo statement il percorso di ricerca creativa dei 51 look, 43 maschili e otto femminili, targati Brooks brothers, che ieri sera hanno sfilato a Firenze all’interno del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, vestito di blu navy e di oro, i due colori distintivi del brand.

di Chiara Bottoni (Firenze)

Le icone timeless di Brooks brothers

Uno show celebrativo, antologico ma al contempo proiettato verso il futuro, con il quale il gruppo statunitense da oltre un miliardo di dollari di turnover (pari a circa 838 milioni di euro al cambio di ieri) ha voluto dare il via alle celebrazioni del 200esimo anniversario dalla sua fondazione nell’ambito della 93ª edizione di Pitti immagine uomo. Accompagnati da 53 elementi dell’orchestra filarmonica italiana, che ha suonato un mix di arrangiamenti di musica contemporanea sotto il fil rouge di Empire state of mind di Alicia Keys hanno sfilato look no season e timeless, realizzati dall’ufficio stile interno oltre che da Zac Posen per quanto riguarda il womenswear, in una rivisitazione eccentrica di icone classiche. La giacca doppiopetto portata con un gilet di maglia, il trench reinterpretato da dettagli quilted sulla schiena, gli harris tweed mescolati a camicie scozzesi o il cappotto cammello e il navy blazer combinati in maniera inedita nei look sono alcuni degli esempi di questa lettura eccentrica degli archivi, che cita al contempo le icone del cinema e dello spettacolo che indossarono capi Brooks brothers contribuendo a renderli iconici. Uno su tutti Fred Astaire, citato per la sua abitudine di utilizzare la cravatta regimental come una cintura. E proprio la cravatta regimental è un esempio di quanto Brook brothers fu rivoluzionario. Il brand ne invertì infatti le righe, posizionandole da destra verso sinistra. Ma non è tutto. Brooks brothers fu antesignano, in un certo senso, del concetto di athleisure, trasformando la camicia grazie all’introduzione del colletto button down, che veniva allora indossato solo dai giocatori di polo e introdusse il concetto di business casual con la sua visione del blazer. «Questa è stata la prima sfilata di Brooks brothers in 200 anni e non volevamo che fosse uno show tradizionale ma un happening per mostrare quello che il brand è oggi. Tutto è il risultato della nostra storia, caratterizzata da tante operazioni rivoluzionarie», ha raccontato il presidente e ceo Claudio Del Vecchio, «una storia costruita lavorando per rispondere alle esigenze del cliente, sempre al centro del nostro lavoro».

Giudizio. Uno spaccato della vita e della cultura americana ha preso forma a Palazzo vecchio, grazie allo show di Brooks brothers, che sceglie di utilizzare un linguaggio timeless, come quello che lo ha reso famoso nel mondo, permettendogli di restare indenne attraverso due secoli. (riproduzione riservata)