12 Gennaio 2018

Street-tailoring firmato M1992

Il brand di Tarantini debutta a Pitti con uno show co-ed, celebrando gli anni 80 tra sartorialismo e sottoculture urbane.

di Matteo Minà (Firenze)

Street-tailoring  firmato M1992

Lo stile milanese prende una nuova forma irriverente sulla passerella co-ed di M1992. Per il suo debutto a Pitti Immagine uomo, in qualità di special project della 93ª edizione, il marchio fondato da Dorian Stefano Tarantini ha guardato a un passato non troppo lontano. Capi maschili e femminili, uniti dalla forma estetica tanto quanto da quella materica, hanno pervaso una passerella industrialmente essenziale negli spazi della Dogana. «È davvero un onore per me essere a Pitti. Qui sono passati i miei miti dagli anni 70 in poi, nomi come Gianni Versace, Margiela, Raf Simons. Essere stato selezionato per questo progetto ha un significato davvero importante», ha spiegato a MFF il creativo. Sotto i riflettori ha portato la sua idea di tailoring mixata allo streetwear, ricostruendo i blazer su nuove strutture, enfatizzando le spalle e decorando con scintillanti Swarovski. L’attenzione cade sulla scritta Montenapo, passa sui completi in denim fino alla maxi gonna jeans dai richiami couture. «Questa collezione trae energia dalla moda degli anni 80, quella del prêt-à-porter italiano sartoriale e della sottocultura dei Paninari. È un tributo al modo milanese di vestire, come nel caso del completo da broker indossato con il piumino», ha aggiunto il designer, che ha completato la sua collezione con una serie di collaborazioni ad hoc. Oltre al supporto di Swarovski con i suoi cristalli, c’è il denim creato insieme a Meltin’Pot, ci sono le fibbie firmate El Charro e anche una capsule di mocassini realizzata dal brand di calzature College. «Lo streetwear oggigiorno non è solo una t-shirt, è libertà. La libertà di esprimersi anche attraverso un tailleur o una giacca sartoriale», ha concluso.

Giudizio. L’energia 80s di cui parla Dorian Stefano Tarantini non solo si sente nella collezione, ma si vede. I riferimenti diventano concreti grazie anche alle collaborazioni con marchi storici che hanno contribuito alla cultura che lo stilista vuole raccontare. Per un’estetica che oggi fa tendenza in generale nel mondo degli young names, ma che in questo funziona bene per il remix del tailoring in versione street. (riproduzione riservata)