13 Gennaio 2018

Il surrealismo di Dior

Il surrealismo di Dior
ALCUNE IMMAGINI DELLA FALL 2018 DI DIOR

Per la fall 2018, Maria Grazia Chiuri cita l’artista Claude Cahun, figura intrigante che riflette la complessità della donna di oggi. Chiara Bottoni

Una fascinazione per il Surrealismo. La forza sovversiva di questo movimento culturale. La mescolanza di generi. Il maschile e il femminile. La citazione del lavoro di Hedi Slimane da Dior homme. Per la fall 2018 di Dior, Maria Grazia Chiuri sceglie di raccontare i diversi volti della donna. A partire da quello di Claude Cahun (pseudonimo di Lucy Schwob, 1894-1954) scrittrice surrealista, fotografa, attrice, attivista politica, combattente nella Resistenza francese e omosessuale dichiarata. È lei, con la sua identità complessa e perciò ancora più intrigante, ad aver ispirato la ricerca della designer, colpita innanzitutto dai suoi autoritratti fotografici. Autoritratti in cui Cahun mette continuamente in discussione quelle costruzioni culturali complesse e in costante movimento che sono l’identità e il genere. In un viaggio storico-culturale che tocca anche il passato più recente della maison fino a confrontarsi con le sue origini. «Sono rimasta molto colpito da Claude Cahun, scrittrice surrealista, fotografa, attrice, attivista politica, combattente nella resistenza francese e omosessuale dichiarata», ha detto a MFF Maria Grazia Chiuri. «La collezione è partita allora da lei, da tempo volevo misurarmi con la precisione degli elementi e dei materiali della divisa maschile. E mi interessava recuperare certi tessuti mannish usati da Christian Dior e anche una sua austerità. Poi anche parte del lavoro fatto da Hedi Slimane quando era direttore creativo di Dior homme con la Petite taille for women. Lo considero un confronto anche con l’heritage Dior più recente, senza distinzione di campo. Così è nata una collezione composta da una serie di pezzi molto precisi e netti che interpretano quel modo di vestire che le donne hanno preso dall’uomo. Non mancano però i riferimenti alla femminilità, che per me sono fondamentali per continuare a incorporare l’identità e il pensiero di monsieur Dior nel mio progetto creativo. Anche, il satin, un materiale usato molto usato da Dior è declinato in sottovesti che diventano abiti da portare a pelle sotto il cappotto. È una collezione attraverso la quale le donne possono davvero esprimere le loro molteplici sfaccettature». La collezione si snoda così tra perfetti tailleur maschili e classici trench indossati con stringate black & white a coda di rondine, alternati a dress di plissé see through da cui fa capolino la lingerie. Tra cappe severe e gonne di tulle portate con giacche da smoking, maxi pull scivolati e gown a pois. Gli abiti sottoveste in satin sono percorsi da pennellate surrealiste. I tessuti mannish, come la flanella grigia o i tweed, sono impiegati per confezionare tailleur bar e completi severi. Per la sera, i ricami sono opachi, grazie a paillettes nere o in oro brunito, sovrapposte fra loro a dare tridimensionalità alle intere superfici; le linee e proporzioni tipicamente Dior sono alleggerite dal tulle nei toni polverosi del grigio e del rosa. In un guardaroba che attinge al maschile e al femminile e li mescola in una complessità che permette a ciascuna donna di esprimere la propria unicità. Una frase, laconica, si staglia su una delle bag di stagione: «Si vous aimez l’amour vous aimerez le Surréalisme». È il manifesto di questa nuova femminilità. Forte e contemporanea. (riproduzione riservata)