Au revoir &...

di Francesca Manuzzi

Standing ovation per due separazioni a cinque stelle: la stagione sarà ricordata per gli addii di due nomi che hanno scritto un pezzo di storia.

Au revoir &...
Stefano Pilati

Stefano Pilati @ YVES SAINT LAURENT

Adieu a Ysl. Alla Yves Saint Laurent maniera. L’ultima prova di Stefano Pilati alla guida della maison di Ppr si muove tra citazioni al vocabolario estetico di monsieur Yves. Dalla primavera-estate 2013 si cambia pagina: Hedi Slimane torna a casa (arrivò nell’atelier di avenue Marceau nel 1996 per andarsene nel 2000 all’arrivo di Tom Ford, ndr) e Pilati lascia la scena sorridente. Celebrando l’immaginario del padre della griffe, in un percorso sensuale, notturno e sinuoso. Tra spalle allargate di 4/6 cm, pantaloni a vita alta, dress in maglia metallica. Una collezione erotica à la Robert Mapplethorpe, provocante come le sequenze di Reiner Fassbinder. «Mi è stato chiesto di risanare le sorti di una maison e l’ho fatto con perdite da capogiro riguadagnate in sette anni», ha spiegato, «con quattro ceo in turnover e una crisi economica». Si chiude un’era. Power lady in fluidi smoking sfilano protette dal macro monogramma creato da Cassandre nel 1961. Stagione dopo stagione, custode fedele dell’esprit della maison.


Raf Simons @ JIL SANDER

Tutto è iniziato con i rumors che lo volevano nuova anima creativa di Dior. Poi un fulmine a ciel sereno, a pochi giorni dall’incipit delle sfilate di Milano moda donna: Raf Simons lascia Jil Sander. E al suo posto torna la fondatrice del brand, Heidemarie Jiline Sander. Per il suo ultimo show con la griffe che fa capo al gruppo Gibò, Simons ha colpito al cuore. Con bombe di fiori arrivati direttamente dall’Olanda, custodite sotto teche di plexiglas. A simboleggiare la magnificenza della sua donna couture. E a celebrare una liaison durata ben sei anni, dal 2005, scandita da 27 stagioni (di cui 14 donna e 13 uomo) farcite di colpi di scena e dettami vestimentari eccellenti. Per la conclusione da Jil Sander, il designer belga ha regalato alla griffe un ultimo grande fashion moment, di abiti coutury, pannosi e vinilici. Cortesemente dirompenti, esattamente come lui. Che a fine show, sulle note di Tonight, tonight degli Smashing Pumpkins, esce, in lacrime, acclamato dalla folla.