La Stella del green

di Chiara Bottoni

Il suo brand Young & Cool è stato l'apripista della filosofia eco-friendly in chiave glam. Ora l'Inghilterra celebra mrs McCartney arruolandola come bandiera delle Olimpiadi 2012.

La Stella del green
Happening-dinner dedicato alla nuova Evening collection

Il suo è uno dei nomi più hot della scena fashion internazionale. La prima a essersi fatta portavoce della moda eco con una label di posizionamento alto. Stella McCartney nelle ultime stagioni non ha sbagliato un colpo. I suoi outfit sono stati consacrati dai red carpet e osannati dalla stampa perché freschi e cool. Mentre la sua it bag Falabella è diventata il must-have di ogni fashionista. E anche l'ultima collezione, quella andata in scena a Parigi durante la settimana del prêt-à-porter, ha confermato l'abilità della designer nel costruire l'immaginario estetico perfetto delle it girl contemporanee, con una sequenza di look divertenti, svelti e subito desiderabili. Fra decori barocchi ricamati su mini dress, patch di maglieria e knitwear sagomati sul corpo. Non c'è da stupirsi dunque che Londra, sua città natale, l'abbia consacrata a regina di stile dell'evento più atteso di questo 2012, le Olimpiadi che si svolgeranno nella capitale britannica la prossima estate. Affidandole la realizzazione in tandem con Adidas, marchio sportswear con cui la designer ha all'attivo una collaborazione di lunga data, la realizzazione delle divise della Nazionale britannica. Ed è proprio a Londra che Stella McCartney ha aperto il nuovo anno con due eventi speciali, l'happening «World of Stella» nel department store Selfridges durante il quale è stata presentata la nuova fragranza della stilista, Lily, e lo show performance per il lancio della Evening collection. Senza dimenticare l'inaugurazione, proprio nella città britannica, di una seconda vetrina a Brompton cross. Un quadro speciale di eventi che posizionano il marchio, satellite del gruppo Ppr, nell'Olimpo dei brand più iconici e desiderati del momento. Eventi che rappresentano per Stella un grande riconoscimento personale e professionale, come ha  raccontato in questa intervista.

Quale valore ha per lei la partecipazione all'evento dell'anno per Londra?

Sono una designer britannica, nata e cresciuta in Inghilterra, e lavorare per il nostro team nazionale significa molto per me, sia a livello personale sia a livello professionale. È un grandissimo onore essere stata scelta. Come direttore creativo della squadra britannica dovrò far fronte a un milione di implicazioni, davvero un'enorme scommessa. Ho cercato di mettere in luce l'orgoglio di una nazione e di tradurlo in abiti, tenendo conto della necessità di garantire delle performance tecniche agli atleti. Questo lavoro porta inoltre a doversi occupare dei migliori sportivi al mondo, cercando di aiutarli a supportare le performance in gara e permettendo loro al contempo di sentirsi a proprio agio e forti. Inoltre ho dovuto tenere in considerazione il fatto che tutto sarà trasmesso in televisione, dove miliardi di spettatori assisteranno all'evento. La scommessa sarà offrire qualcosa di diverso e interessante. Ci sono perciò tantissime cose a cui pensare e così tante direttive da rispettare. Tutto ciò rende questo impegno un'esperienza davvero emozionante che mi costringerà a mettermi sul serio alla prova.

La City è stata anche teatro di uno show per presentare la evening collection...

Volevo davvero fare qualcosa di speciale a Londra. Con questa collezione ho scelto di celebrare la donna e la sua femminilità, cercando di creare look per più tipologie di fisico e di età.

Lei è stata la prima a sdoganare il concetto di eco fashion, dimostrando che la moda ecosostenibile può essere cool. Che messaggio intende lanciare scegliendo questa filosofia per raccontare la sua estetica?

Per me la cosa più importante è rispettare l'ambiente, sapendo di non poter raggiungere la perfezione ma cercando comunque di ottenere il meglio possibile. Ogni stagione per me è una vera sfida. Basti pensare alla ricerca dei nostri fornitori. Il cotone organico, ad esempio, una volta può arrivare dal Perù, un'altra dalla Spagna. Ho sempre cercato di dimostrare che è possibile ottenere l'eccellenza salvaguardando il nostro pianeta. Una sfida che credo di aver dimostrato possa essere vinta.

Un caso piuttosto eclatante in questo senso è il successo che è riuscita a ottenere con la it bag Falabella. Una borsa non fatta di pelle ma di un materiale alternativo. Lo stesso si può dire per le calzature con suola biodegradabile presentate nell'ultima sfilata parigina... Qual è stata l'esegesi di Falabella in particolare?

Volevo creare una borsa che potesse assumere infinite identità. Che fosse giorno e notte; statement e understatement; che avesse un aspetto nuovo o vintage; che fosse capace di costruire il tuo outfit o di giocare con esso. Per me Falabella è tutto ciò. Un perfetto bilanciamento di infiniti mondi.