Opposti di stile

di Diane Pernet, foto di Sonny Vandevelde

Una stagione di contrasti, di lacrime e applausi, di rigore ed extravaganza. Fino al neo bidimensionalismo di Comme des garçons.

Opposti  di stile
Look Lanvin

Lacrime e applausi hanno segnato la stagione autunno-inverno 2012/13 andata in scena tra Parigi e Milano, Londra e New York. Alber Elbaz ha celebrato il suo decimo anno con Lanvin alternando abiti a clessidra dalle vivaci sciabolate di colore ad austeri capi black con grandi accessori e vestiti scuri ad ampie balze. A chiudere il tutto, la sua performance sullo scintillante palcoscenico rosso lacca, dove ha intonato «Que sera, sera... what ever will be, will be», invitando poi i numerosi presenti al suo party per festeggiare l’anniversario. A Milano, il mondo della moda ha accolto, attonito e desolato, la notizia annunciata dai vertici della Jil Sander dell’abbandono di Raf Simons. Il designer belga ha presentato una disinvolta sfilata di magnifici abiti e splendide giacche in una palette di rosa pallido, caffè e grigio chiaro. E quando, al termine di quello che è stato uno degli show più intensi della stagione, è uscito per ringraziare con un inchino, ha salutato con le lacrime agli occhi un pubblico che gli ha confermato tutto il suo sostegno con un applauso scrosciante. Non ha stupito, invece, la notizia della fine della collaborazione tra Stefano Pilati e Yves Saint Laurent, anticipata dalle voci su un possibile abbandono già dall’uscita del film-documentario The september issueL’annuncio della sua sostituzione con Hedi Slimane ha suscitato un grado di isteria che non si vedeva dal 2008, con il ritorno di Phoebe Philo nel mondo della moda alla guida di Celine.

L’annuncio della sua sostituzione con Hedi Slimane ha suscitato un grado di isteria che non si vedeva dal 2008, con il ritorno di Phoebe Philo nel mondo della moda alla guida di Celine.

Si aspetta da più di un anno, invece, di scoprire chi sarà scelto dalla maison Dior come successore di John Galliano che, secondo numerose indiscrezioni, risorgerà dalle ceneri accettando l’incarico di direttore creativo del progetto Elsa Schiaparelli. Intanto ad animare la stagione sono state le voci di alcuni talenti puri. Come Rick Owens che ha un’autentica capacità nel dare voce, con inattesa delicatezza, a una sensibilità empaticamente dark ma incline al glamour. Il suo stile caratteristico è fatto di tessuti vissuti, tagli di sbieco e forme asimmetriche che modellano e avvolgono il corpo adattandosi alle silhouette più diverse. Per questa stagione, ha scelto di rimandare la sua nuova collezione al brutalismo; le sue modelle indossano maschere di maglia che sono apparse come la sua personale interpretazione di un velo brutalista. Nell’impressionante set della sfilata si è fatta notare una striscia infuocata, simile a una pira sacrificale, in contrasto con la sensualità drappeggiata della collezione e le sue evocazioni degli abiti di raffinata serenità di Marlene Dietrich. Una voluttuosa eleganza esaltata provocatoriamente dal selvaggio minimalismo della colonna sonora di Ima Read degli Zebra Katz. Le collezioni di Sacai, Prada, Alexander McQueen, Dries van Noten, Aganovich, Gareth Pugh e Boudicca sono state tutte esempi di grande potenza estetica. È stata una stagione di pelle, pellicce, purezza e stravaganza. La stagione dei gioielli sfavillanti di Lanvin e delle applicazioni di specchi di Miu Miu. E mentre il mondo della moda sembra ossessionato dal 3D, la collezione 2D di Rei Kawakubo per Comme des garçons ha elevato lo stato di consapevolezza della moda. I suoi cappotti, le sue giacche e i suoi vestiti segnati in vita mostrano la bidimensionalità lineare del poliestere: oversize, lisci e con fantasie floreali in allegre tonalità di rosa, azzurri accesi, arancioni, gialli e viola. E l’imperatrice della moda ha definito la stagione in poche, semplici parole: «Il futuro è in due dimensioni».