Il catalogo dei piccoli eroi

di Cristina Morozzi

Il catalogo dei piccoli eroi

«Hidden heroes» è la mostra che raccoglie 36 piccoli, usuali oggetti quotidiani, partita dal Vitra design museum, dove è stata allestita nel padiglione Buckmisterfuller nel 2010. Ora è approdata al Science Museum di Londra, dove resterà sino al 12 giugno del 2012 portando in scena storie di piccoli oggetti quotidiani. La meraviglia consiste nel vedere messi sul podio, al posto di opere di design artistico, umili oggetti dei quali ogni giorno ci serviamo, ma ai quali non viene riservata nessuna attenzione, come accade con le cose sempre a portata di mano. L’intelligente operazione, che rivela come il design sia pertinente, per ricordare la celebre frase di Ernesto Natan Rogers, tanto «alla città, quanto al cucchiaio» ha un sapore Duchampiano. Marcel Duchamp, il grande artista francese padre del concettualismo, ha insegnato che anche un orinatoio, se posto sul podio, può diventare un’opera d’arte. In questo caso non si tratta di innalzare ad opera degli oggetti, quanto di riportare l’attenzione su quanta intelligenza progettuale si nasconda nelle cose comuni alle quali si chiede efficienza, senza occuparsi della loro estetica. La mostra, reclamizzata come una lente di ingrandimento sulle minuscole meraviglie quotidiane senza le quali non possiamo vivere, ricorda la lezione di Bruno Munari che nel suo volume Da cosa nasce cosa (Laterza, 1981) rammenta che bisogna imparare a guardare meglio le cose che ci circondano, magari, provando a cambiare il punto di vista. Se consideriamo, la lattina, la matita, le mollette da bucato o il metro come oggetti di design degni di stare in un museo, ci si rende conto che sono ben disegnati, perché si capisce immediatamente a cosa servono e che sono invenzioni che nascondono tanto studio. Tanto che  dietro di loro si celano ingegneri, scienziati e studiosi.