Reality kitchen

di Matteo Zampollo

Reality kitchen
Master Chef Italia

Una passione coltivata da molti. E un sogno difficile da realizzare. Le ambizioni culinarie sono diventate in un attimo tema televisivo. Mentre fino ad oggi in Italia ci eravamo fermati a cucine casalinghe, da questa stagione sono esplosi definitivamente i talent show a sfondo kitchen. Tra un Grande Fratello e un X factor, nel 2011 la tv si è concentrata sui fornelli, sfornando prodotti di grande impatto sul pubblico. Il segreto? Una nuova via di mezzo. Tra reality e talent show. Che si basa su abitudini quotidiane, del cucinare al suo livello più alto. L’ambizione di diventare chef, di trasformare una passione in lavoro. Il tutto con di fronte una nazione che, anche in tempi difficili, a stento rinuncia alla cena fuori. A portare questi show al mainstream è stato un vero protagonista del genere. Gordon Ramsay, forte delle sue 12 stelle Michelin, è considerato il vero precursore. O meglio, quello che ha avvicinato i kitchen-talent al grande pubblico. Scorbutico, ma tremendamente magnetico, Ramsay ha conquistato milioni di fan, che amano i suoi modi burberi e la sua eccelsa capacità in cucina. Uno show nello show, quello che regala a Hell’s kitchen, Cucine da incubo e tanti altri programmi che lo vedono protagonista. E lo stesso concetto, ma declinato all’italiana, si vede in Masterchef Italia, nato quest’anno, figlio di un format inglese degli anni 90. Anche qui un successo unico. I numeri sono tutti da vedere. Dodici settimane in cui gli appassionati hanno potuto seguire il programma anche sul web, attraverso Facebook (con oltre 35mila fan), Twitter e canali Youtube. In giuria, tre guru del mangiare italiano, Carlo Cracco, titolare dell’omonimo pluripremiato ristorante, Bruno Barbieri, lo chef con 7 stelle Michelin, e Joe Bastianich, proprietario di catene di ristoranti italiani in Usa, ma di origini friulane. Segno di una qualità riconosciuta, di una tendenza così precisa. Da riscuotere successi anche nel Paese della buona cucina.