Rethinking a landscape

di Matteo Zampollo

Rethinking a landscape
Gemini residences FrØsilos

Cambiare e rinnovarsi. Ma tutto all’insegna del riciclo. Donando una nuova vita a strutture inutilizzate. Una tendenza architettonica attuale, che investe energie non solo sull’avanguardia, ma deve prestare anche attenzione all’ambiente, in una maniera così precisa da sfiorare l’approccio più puramente ecologico. Una necessità degli anni 2000, quando gli spazi liberi si riducono, il problema ambiente diventa sempre più persistente. E, soprattutto, la difficile situazione economica obbliga a creare. E creare vuol dire anche riciclare, riadattare gli spazi già esistenti. Sotto gli occhi di tutti, quello che sta succedendo in Brasile. Una nazione che si troverà al centro del mondo nel 2014, quando ospiterà i Mondiali di calcio. E per non correre rischi, sta mettendo in sicurezza tutti i luoghi più difficili. Come la maxi favela di Rochina, da poche settimane in mano alla polizia. Ma anche quando non sfonda nel sociale, l’arte del riutilizzo si fa sentire in questo periodo. Da otto anni sono iniziati i lavori di realizzazione del parco di Fresh Kills, a New York. Costruito sopra la maxi-discarica omonima, tanto maxi da superare in altezza la Statua della Libertà, diventerà l’area verde più vasta della città. Un bel salto di qualità per circa 890 ettari di terreno. A questo e ad altri progetti è dedicata la mostra «Re-cycle», in scena fino ad aprile presso il Maxxi di Roma. Più di 80 opere tra disegni, modelli e progetti illustrano quella che è ed è stata l’arte del riciclo nella storia (nelle foto sopra, il prima e il dopo delle Gemini Residences Frøsilos, a Copenhagen; sotto il recupero della discarica Vall d’En Joan, trasformata in una zona verde appena fuori Barcellona). «Uno degli scopi di questa mostra è anche prendere una posizione sulle tecniche e sulle modalità di recupero dei nostri paesaggi e le nostre città, alla luce della scarsa efficienza di piani, programmi e altri approcci tradizionali», ha spiegato Pippo Ciorra, senior curator del Maxxi architettura. Una presa di posizione necessaria e attenta. Che si basa su sorprendenti innovazioni. Sempre più stimolate dal necessario rispetto ambientale.