The aluminium re-evolution

di Camilla Gusti

«Oggi il driver reale è la tecnologia ma deve comunque andare di pari passo con la ricerca progettuale delle forme e dei materiali». Questa la mission di Albed, che con i suoi 8 milioni di euro di giro d’affari sta lavorando per vestire di hi-tech la casa contemporanea

The aluminium re-evolution
Andrea Del Monte

Una vocazione a sperimentare e innovare per scrivere le nuove regole dell’abitare contemporaneo. Albed inizia la sua attività negli anni 90 sotto la guida di Luigi Delmonte. Nasce come marchio della Delmonte srl, società sorta nel 1964 dalla scissione del gruppo Boccolini L. & Delmonte L. spa. Nel 1991 l’ingresso della seconda generazione, composta dai figli Andrea e Fabio Delmonte, segna la nascita del brand specializzato nella lavorazione industriale dell’alluminio. Da azienda terzista, dunque, quest’ultima diventa produttrice e distributrice di una propria collezione di arredi destinati agli ambienti giorno e notte della casa. Successivamente, la realtà di Nova Milanese (Monza-Brianza) amplia la gamma dedicandosi alla produzione di porte e di sistemi modulari (librerie, pareti divisorie e attrezzate, cabine armadio). La società inizia importanti collaborazioni con designer di fama mondiale che gli permettono di consolidare la sua posizione sul mercato internazionale. Con un fatturato pari a 8 milioni di euro distribuito per il 50% sul mercato italiano e per il 50% sull’estero, Europa in primis (Francia, Germania, Spagna, Olanda, Svizzera, Russia e Ucraina), l’azienda si conferma come una realtà in forte espansione, orientata alla cultura del progetto e che, grazie ai consistenti investimenti in design, innovazione e tecnologia, riesce a proporre soluzioni sempre nuove e originali. Così come ha spiegato Andrea Delmonte, Managing director di Albed.

Domanda. Qual è la filosofia del vostro marchio?

Risposta. Le due principali motivazioni che hanno portato allo sviluppo dell’azienda sono da una parte la volontà di applicare tutte le conoscenze maturate negli anni di lavorazione dell’alluminio per realizzare prodotti specifici con una propria identità e dall’altra l’idea di creare un ambiente in cui l’arredo, composto da piccoli oggetti, potesse trasmettere emozioni e personalità.

D. Quali sono state, secondo lei, le recenti innovazioni che hanno caratterizzato il mercato di riferimento?

R. Sicuramente negli ultimi anni è stato determinante l’utilizzo di strumenti avanzati che permettono di ottimizzare il tempo e le risorse. Ad esempio, Albed dispone di un’unità organizzata secondo concetti moderni che combinano metodi just in time con lo sviluppo di specifici software per la progettazione e personalizzazione del prodotto.

D. Come è andato l’anno?

R. Siamo riusciti a ottenere lo stesso fatturato dell’anno precedente mantenendo una costante e solida presenza sul mercato grazie al riscontro positivo del nostro pubblico e dei consumatori che scelgono il nostro marchio.

D. Qual è il segreto del successo dell’azienda?

R. Non esiste una formula di successo, piuttosto bisogna essere in grado di far combaciare numerosi elementi tra cui professionalità, serietà e alta qualità di produzione.

D. Qual è la strategia di marketing dell’azienda?

R. Oggi Albed ha come obiettivo quello di pianificare un’espansione ragionata in Europa per creare e consolidare collaborazioni con architetti e rivenditori. Ultimamente abbiamo intrapreso una fitta collaborazione con lo Studio Bestetti & associati che ci sta aiutando a migliorare e consolidare la nostra immagine e presenza nel mercato.

D. Qual è la sfida internazionale che vi sta entusiasmando maggiormente?

R. Abbiamo in cantiere un progetto a Cipro con la società Niceday. Si tratta della fornitura per due complessi residenziali disegnati dal famosissimo architetto Jean Nouvel, un vero onore per l’azienda.

D. Qual è il giro d’affari dell’azienda?

R. Il fatturato 2010 è stato di 8 milioni di euro e si distribuisce per il 50% sul mercato italiano e per il 50% sull’estero,

D. Quali sono i mercati con cui lavorate di più e quelli che state iniziando a esplorare?

R. Il nostro business è concentrato per il 50% in Europa soprattutto negli Stati come la Francia, la Germania, la Spagna, l’Olanda, la Svizzera, la Russia e l’Ucraina. Come mercati nuovi stiamo prendendo in considerazione collaborazioni strategiche con il Far East, soprattutto per quanto riguarda il settore dei contract.

D. Per quanto riguarda quest’ultimo settore, quali sono i progetti in corso e dove?

R. Possiamo affermare che fin dall’inizio della nostra attività, la fornitura contract ci ha portato molte soddisfazioni. Tra gli ultimi lavori che abbiamo concluso c’è l’Hotel Montemartini a Roma, la sede europea del marchio americano Guess, poi un altro grande hotel in Francia. Stiamo, invece, portando a termine importanti contratti in Qatar, a Singapore e in Svizzera.

D. Quanto pesa il mercato dei contract rispetto al privato?

R. Il settore contract per Albed ricopre tra il 20 e il 30% del fatturato totale ed è in continua crescita.

D. Quali sono le previsioni per il 2011?

R. Cercheremo di accrescere la nostra forte presenza sul territorio italiano ed europeo. L’intenzione per il prossimo periodo è quella di concludere trattative rivolte al mercato del Far East soprattutto per quanto concerne il contract.

D. Avete in programma aperture di showroom o negozi?

R. Stiamo per inaugurare uno showroom a Lissone: un’ampia metratura distribuita su tre livelli che offrirà una panoramica completa della nostra produzione. A gennaio, invece, abbiamo aperto in Israele un multibrand che, assieme ad Albed, espone in esclusiva prodotti di altre due aziende italiane.

D. Cosa ci si aspetta dalla prossima edizione del Salone del mobile di Milano?

R. Come ogni anno cerchiamo di arrivare alla Fiera di Milano con proposte esclusive, ricercate nel design e nella funzionalità che possano attirare grande interesse. Per rendere ciò possibile iniziamo a lavorare sui nuovi progetti con largo anticipo, facendo affidamento su una forte sinergia tra l’ufficio tecnico interno e i numerosi designer che collaborano con noi. Realizziamo quindi un vero lavoro di squadra che consente ad Albed di presentarsi ogni volta con una produzione rinnovata.

D. Su quali basi sono state realizzate le collaborazioni con importanti designer? Solo estetico o anche tecnologico?

R. Sicuramente entrambi gli elementi sono importanti. Se prima, però, poteva avere la meglio il fattore estetico ora e sempre di più è l’aspetto della tecnologia a rappresentare un plus da non sottovalutare nella produzione

D. Fra tecnologia e design quale ad oggi reputa essere il reale driver del vostro successo?

R. Oggi il reale driver è la tecnologia ma deve comunque andare di pari passo con la ricerca progettuale delle forme, dei materiali e dei colori.