Appuntamento in cucina

di Camilla Gusti

«Per noi è da sempre un ambiente da vivere e da usare... una tradizione tutta italiana esportata ovunque con successo», ha spiegato Silvio Fortuna, amministratore delegato di Arclinea. Che mixando storia e innovazione sta trasformando il cuore della casa made in Italy

Appuntamento in cucina
Silvio Fortuna

Il suo obiettivo primario è quello di armonizzare creatività e tecnologia, convivialità e funzionalità, attraverso soluzioni innovative per migliorare la qualità della vita dell’uomo. Arclinea è nata nel 1925 a Caldogno, vicino Venezia, con il nome del suo fondatore, Silvio Fortuna Senior. Da laboratorio artigiano specializzato nella lavorazione di pregio del legno, nel 1960 è diventata Arclinea cucine componibili abbandonando la dimensione artigiana e dedicandosi ai mobili da cucina. Grazie all’incessante ricerca di materiali innovativi e di nuove tecnologie, in pochi anni ha conquistato un ruolo primario nei principali mercati internazionali. Con 210 punti vendita nel mondo, tra cui le nuove aperture di Milano, Macao e Hong Kong e un fatturato pari a 21 milioni di euro, Arclinea continua a confermare che l’esperienza e l’ innovazione sono gli elementi su cui si fonda la sua identità. Così come ha raccontato Silvio Fortuna, amministratore delegato della società.

Domanda. Quali sono i progetti su cui state lavorando?

Risposta. In primis l’inaugurazione a Milano, in corso Monforte 28, del nostro nuovo flagshipstore. La location scelta è un palazzo storico milanese che conferma la concretezza che contraddistingue Arclinea e la sua filosofia. Per quanto riguarda il prodotto, invece, la punta di diamante del Salone del mobile 2012 è l’Isola Artusi outdoor che propone materiali che possono resistere alle atmosfere saline. Si tratta di soluzioni speciali nate grazie alla ricerca e all’esperienza dell’azienda nel settore nautico.

D. Che ruolo ha la cucina oggi nell’abitare moderno e com’è cambiato, secondo voi, nel corso degli anni?

R. L’evoluzione del mondo della cucina si muove in parallelo all’evoluzione culturale e sociale del suo fruitore. Correlando tradizione e innovazione e focalizzando i criteri funzionali. La cucina, nel nostro caso, è diventata, sempre di più, spazio da vivere, luogo privilegiato del piacere: del preparare, del cucinare, del condividere. Gli sviluppi di una concezione che ha cambiato in modo univoco il comportamento e la ritualità della cucina si posizionano su due assi diversi: la grande cucina conviviale e la cucina mimetica, con tutti i servizi e le funzioni, estremamente personalizzabili, a favore della gestione dell’ambiente in termini multifunzionali.

D. A dicembre avete dato il via ad Arclinea design cooking school... come porterete avanti questo nuovo progetto?

R. Con Arclinea design cooking school è nata la rete di scuole di cucina firmate da Arclinea. Tutti progetti ad hoc che soddisfano le esigenze di professionisti e amatori, rispondendo all’evoluzione della cultura e del piacere di cucinare. La ricerca continua e l’analisi dell’approccio al cibo hanno permesso alla nostra azienda di essere protagonista nel progetto di soluzioni professionali per le scuole e i ristoranti. Non a caso nel nuovo spazio Arclinea di corso Monforte ci sarà un’area dedicata a una cucina funzionante. Lo spazio ospiterà eventi e sarà luogo di divulgazione della grande realtà eno-culinaria italiana. Con l’obiettivo di essere luogo di scambio, di esperienza, di cultura: dove tradizione e creatività saranno protagoniste innovative.

D. Come avete conciliato tradizione e innovazione?

R. Ponendole sempre in binomio e mai in conflitto tra loro. Componenti ideative e creative, insieme. Per noi la cucina è da sempre un ambiente da vivere e da usare, dentro a una tradizione tutta italiana, oggi esportata ovunque con successo.

D. Com’è articolata la strategia distributiva di Arclinea?

R. La configurazione ideale del negozio tipico Arclinea, all’estero soprattutto, è il flagship store, che per immagine e contenuti rappresenta la visione aziendale.

D. Quali sono i mercati di riferimento e gli emergenti?

R. Oggi Europa e Stati Uniti sono i bacini di utenza più importanti. Asia e Australia sono i mercati emergenti, dove la nostra presenza sta crescendo con possibilità di sviluppo molto interessanti.

D. Quanto pesa il mercato dei contract?

R. Oggi è un 20%. Una risorsa in sviluppo.

D. Quali sono i progetti più importanti che state seguendo nel settore contract?

R. Al Lido di Venezia, Arclinea è partner nella ristrutturazione del grande albergo storico De Bains, con un progetto cucina pensato ad hoc.

D. Com’è nata l’idea di collaborare con Antonio Citterio?

R. La  collaborazione con Citterio cominciò con una sfida: portare nel domestico i concetti della cucina professionale. Nel 1986 sembrava follia fare cucine in acciaio inox con piani cottura enormi, grandi dispense, grandi contenitori refrigerati: ma allora capimmo che si trattava di aprire una strada nuova. E lui fu l’ideatore.

D. Come è andato il 2011 e cosa prevedete per il 2012?

R. Stabile il 2011. Le previsioni per il 2012 sono di una crescita export. Una grande incognita, sicuramente, sarà il mercato domestico.