Design Couture

di Alessia Lucchese, foto di Giulio Cassanelli

Arredo haut de gamme, design d’alta moda. Per vestire la maison in un gioco a quattro mani tra architetto e proprietario. Nel segno del lusso sfrenato e sfacciato. Questo il mantra di Visionnaire, che a Bologna ha creato una casa unicum, piccolo gioiello dell’abitare.

Design Couture

Arredo couture, su misura, fatto apposta per il cliente ma senza snaturare il senso estetico del brand. Perché anche una casa, come un abito, dice tutto di chi l’acquista. E anche di chi la crea. Una filosofia che si è trasformata con il tempo in un vero e proprio diktat per Visionnaire, la collezione lanciata nel 2004 dal gruppo bolognese Ipe e diventato negli anni sinonimo di lusso di alto livello. «Un lusso senza indugi, un lusso vero a tutti gli effetti», come ama definirlo Leopold Cavalli, amministratore delegato di Visionnaire, «che parte dalle aspettative del cliente per poi superarle». Perché ogni casa firmata Visionnaire è un’opera straordinaria nella pura accezione del termine, che va al di là dell’ordinario costruendosi su dettagli unici e inediti. Come la dimora nel cuore di Bologna che la maison ha interamente arredato per conto di un imprenditore, vittima di un colpo di fulmine nello showroom allestito dal brand in una chiesa sconsacrata. L’idea di trasformare l’appartamento in un’opera d’arredo su misura è nata confrontandosi con il cliente, con la volontà di trovare una soluzione complessiva tra il modo di concepire uno spazio secondo Visionnaire e le esigenze, anche quelle più estrose, del proprio cliente. Come la decisione di posizionare un imponente alano in ceramica smaltato d’oro a lato dell’ingresso: «Un cane da guardia che fa da sentinella alla casa... sono pezzi unici che nascono da un’idea di chi ce la commissiona e che riproduciamo secondo lo stile che ci contraddistingue», ha aggiunto Cavalli. Uno stile multiplo, fusione di elementi che sembrano agli antipodi e che trovano ragion d’essere solo stando insieme. E che ha dettato anche la scelta degli arredi nella dimora bolognese, dove alla stanza da letto nei toni del bianco arredata secondo un gusto morbido e romantico si scontra con l’opulenza maestosa dell’ingresso, con le pareti da cui fuoriescono ciottoli oversize in ceramica aurea. O ancora la sala da pranzo, che rivisita uno stile rétro, o la cucina super tech in chiave clean. «Credo sia questo ciò che rende Visionnaire unico nel panorama del design: la capacità di miscelare stili differenti, di fondere materiali diversi», ha aggiunto Cavalli. Tracciando l’identikit del cliente affezionato di Visionnaire. «Sono una coppia, un po’ in stile Al Pacino e Michelle Pfeiffer in Scarface. A lui piace mostrare la propria casa come un biglietto da visita, invitare i propri amici per dimostrare loro che ce l’ha fatta. Lei, invece, è più timida, più schiva; ma estremamente chic e delicata. Due visioni all’apparenza così estreme ma che riescono a fondersi in un’unica idea». Per questo, nel disegnare un’abitazione, Visionnaire vuole raccontare una storia, una sorta di film dove ogni stanza rappresenti un singolo capitolo. Dove ogni singolo codice messo in fila all’altro svela come un indizio il finale. A scandire la scenografia sono i materiali, dettagli che contribuiscono a rendere unica la dimora proprio come un abito couture. E che vanno dal freddo acciaio ai caldi velluti, dalle pellicce esotiche alle preziosità di madreperla e alabastro. «Ogni casa deve essere differente dall’altra, che noia sarebbe proporre un arredo che sia per tutti. Siamo forse tra i brand di arredo più costosi al mondo. I prodotti che utilizziamo sono il meglio del fatto a mano perché vogliamo che il nostro cliente resti sbalordito, che le sue aspettative non solo vengano accontentate ma addirittura superate». Un’impresa non difficile se si pensa a una collezione di oltre 3 mila pezzi in catalogo, arricchita da un numero imprecisato di opere realizzate su misura per il cliente. Dove, proprio come accade per una mise d’alta moda, è il gusto carattertisitco di Visionnaire a rendere davvero unico un pezzo su misura. Grazie a un twist glamour che si riconosce in tutti gli ambienti firmati dalla maison, come l’eccentrico Club Pineta di Milano Marittima dove troneggia una postazione deejay in madreperla e fino a 40 chilometri di cristalli. E che diventerà il tratto distintivo anche del nuovo progetto che segnerà il debutto nel settore Aviation: la firma di Visionnaire, infatti, sigillerà anche l’esclusivo jet da 12 posti Dornier 328 VBJ. Per portare anche in vetta un lusso senza indugi.