Il ritratto impossibile

di Francesca Manuzzi

Il ritratto impossibile
Frida Kahlo di Fab Ciraolo

La stanza delle icone. Nascono lì le opere di Fab Ciraolo, in una camera delle meraviglie nella sua casa a Santiago. Lui è un illustratore cileno, con una mastodontica ossessione per musica e arte. E per tutti quei visi e simboli che ne hanno segnato la storia. Master indiscussi del cinema, dei cartoni animati, della politica e della musica confluiscono nei suoi personaggi multi-sfaccettati, da fanzine, attorniati da un caleidoscopio di rosa e verde acqua, grafismi tapestry di fiori e piante e un universo che unisce tattoo e loghi, in un pastiche bold. Fatto di incarnazioni super riconoscibili, dalla decontestualizzazione vittoriana o sci-fi, che affiorano nell’intergalassia del pop, fondendo vintage e cultura hipster. Frida Kahlo, ad esempio, ascolta l’elettronica e indossa una T-shirt dei Duft punk; Che Guevara si bulla in una giacca tie-dye di pelle, fumando il suo inseparabile sigaro; Dorothy Gale è tutta tatuata e se ne fa un baffo della ragazzina spaurita del Mago di Oz. Ma non solo, nella serie Old school heroes, He-Man e i Thundercats giocano a golf e sono i capi dell’indie-rock dal fare intellettualoide, con turtle-neck e pantaloni checked, muovono in un’ambientazione neo-psichedelica. Ma Ciraolo non dimentica nemmeno un personaggio, è un nostalgico, ma in chiave moderna. Non ritrae nessuno sotto le normali sembianze, pompandone al massimo le caratteristiche distintive, tanto da far urlare il quadro con Marilyn Monroe in veste r&b: «What if Kennedy is alive? Clap you hands and say yeah!». Non resta che battere le mani a Ciraolo.