Made in Milano

di Chiara Bottoni, Alice Merli, Elisa Rossi, foto di Michele De Andreis

Made  in Milano
Palazzo Lombardia

Una Milano che sta cambiando, in trasformazione, attraversata da una metamorfosi importante. Una città che, dopo essere rimasta immobile per anni, sta modificando il suo volto. Scegliendo un codice di architettura futuribile e avveniristica. Grazie a kilometri di leggero vetro e di cemento minimalista. I progetti a venire, da Citylife  alla nuova area Garibaldi-Repubblica, dipingeranno il nuovo portrait della capitale meneghina. Che ha iniziato a cambiare il suo volto con Palazzo Lombardia, esempio della nuova  Milano proiettata al futuro. Progettata dallo studio newyorkese Pei Cobb Freed & partners, in collaborazione con Caputo partnership e Sistema Duemila, la torre di 163 metri in via Restelli  e il complesso circostante sono l’esempio di una città proiettata al domani. Il grattacielo, il più alto di Milano e d’Italia, ospita gli uffici politico-amministrativi del protocollo regionale mentre gli ultimi piani sono destinati al pubblico. A circondare la torre, in un complesso di circa 33.700 metri quadrati, un labirinto sinusoidale di corpi bassi, alti 38 metri per nove piani, per delimitare un’avveniristica piazza pubblica ricoperta da vetrate e ispirata alla storica Galleria, simbolo della città lombarda.

 

L’attuale sede dell’Università commerciale Luigi Bocconi è nata grazie all’idea dello studio irlandese Grafton architects, fondato dalle progettiste Yvonne Farrell e Shelley McNamara. Che nel creare il nuovo spazio hanno posto particolare attenzione alla relazione tra la struttura e il contesto urbano circostante: dai materiali ai riferimenti formali, tutto conduce a una innovativa visione del legame con la città e con la sua storia. Il conflitto fra tradizione e innovazione è stato risolto grazie alla combinazione di materiali vecchi e nuovi, con l’utilizzo caratterizzante del cemento armato interamente gettato in opera e della pietra di ceppo di rivestimento. Il building, all’angolo tra viale Bligny e via Roentgen, si è integrato al complesso pre-esistente firmato da Mario Pagano, con la prima sede del 1941 curata da Giovanni Muzio, e con gli ampliamenti successivi studiati da Ignazio Gardella. L’edificio, inaugurato nel 2008 dopo cinque anni di cantiere sotto la direzione dello studio Progetto CMR di Milano, è il primo esempio di architettura contemporanea creata nel centro della città di Milano. Ha anche vinto, nel 2008,  il World building of the year award al World architecture festival di Barcellona.


Dopo la quotazione in Borsa Prada guarda avanti per concretizzare un altro grande progetto. Che celebrerà il profondo legame tra la maison milanese guidata da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli e il mondo dell’arte e del design. Nel 2013, infatti, è atteso il taglio del nastro della nuova sede della Fondazione Prada in largo Isarco 2 a Milano. Lo spazio, edificato all’interno di un ex complesso industriale dei primi Novecento, sarà oggetto di una radicale trasformazione a cura dello studio Oma-Office of metropolitan architecture guidato da Rem Koolhaas. Una struttura di 17.500 metri quadrati, di cui 10 mila di nuova costruzione, che hanno richiesto un investimento di 25 milioni di euro. «Quando nel 1993 decidemmo di iniziare questa avventura nell’universo degli artisti non avevamo ancora un percorso specifico», ha spiegato Bertelli, «finché ci siamo resi conto che il patrimonio di opere che avevamo acquisito nel tempo meritava di essere messo a disposizione di tutti». Un concetto posto già bene in evidenza con il progetto espositivo di Ca’ Corner della Regina a Venezia, spazio destinato a essere sede di grandi mostre durante le Biennali d’arte.