Nuvole d’artista

di Francesca Manuzzi

Nuvole d’artista
Nimbus II

Un banco di nebbia. Che si trasforma in nube carica di pioggia. Sale su in alto, fino al cielo di una stanza. Appare dal nulla, in un luogo non adatto e nel momento sbagliato. Questo è Nimbus. Piccole particelle d’acqua sospese in un’atmosfera tutt’altro che simile al cielo, creata ad hoc da Berndnaut Smilde. Nato nel 1978 a Groningen, in Olanda, e oggi basato ad Amsterdam, Smilde non è un nefologo. Ma un artista, che ha fatto del fenomeno effimero una delle sue effigi. Creando happening meteorologici, di nubi fake, che sfidano il soprannaturale, come uno Zeus terrestre, fissando come dictat creativo lo stato transitorio. È readymade tra chimica e fisica. Che si può leggere come un segno di sfortuna, quasi da fumetto, o un elemento estrapolato dai dipinti di paesaggi olandesi. Come le nuvole de La tempesta di René Magritte. E da questi tratti prendono vita Nimbus, progetto testato in laboratorio in scala 1:4 e riprodotto a grandezza naturale con Nimbus II nella cappella del XV secolo MariaKapel a Hoorn. Smilde costruisce le sue opere temporanee combinando fumo, umidità e giochi di controluce, fino a ottenere una vera e propria nuvola pannosa. Realistica come gli esperimenti degli alchimisti. Smilde costruisce un’illusione, che non dura e rimane documentata solo grazie alla fotografia. «Ho immaginato di essere in un museo senza opere. Nulla da vedere, se non una nuvola portatrice di pioggia appesa, con potenziale, senza funzione», ha spiegato l’artista. Quindi? Cielo a pecorelle e niente acqua a catinelle.