The fast museum

di Matteo Zampollo

Un contenitore di nuovi talenti e uno spazio per i grandi nomi. Il Temporary museum for new design è diventato una meta obbligata della settimana del mobile

The fast museum
Ingresso del Temporary museum for new design

Più museo e meno fiera. Un concept ambizioso e all’apparenza in controtendenza con la situazione attuale. Ma che si sta rivelando, anno dopo anno, un’idea di successo. Il diktat seguito da Gisella Borioli, con la direzione artistica di Giulio Cappellini, ha aiutato a crescere quello che all’inizio sembrava una scommessa azzardata. Il Temporary museum for new design è oggi, invece, uno dei fiori all’occhiello della design week milanese. E arriva alla sua quarta edizione con numeri che continuano a salire. Tra le mura del Superstudio più e del Superstudio 13, per la prima volta coinvolto come Extension dello spazio espositivo di via Tortona, trovano posto 40 marchi internazionali, circa 200 designer emergenti in un’area che arriva a toccare i 13 mila metri quadrati. Oltre alle 40 mostre in programma, firmate, tra gli altri, da Italo Rota, Giulio Cappellini, Carlo Colombo, i fratelli Campana e Nendo. Tutto immerso in un ambiente che ha una linea conduttrice, quella di raccontare una storia, con l’installazione grafica di Flavio Lucchini, chiamata proprio «Telling a story». Un’impostazione più museale che fieristica, quindi. Che riesce a dare posto alle esperienze sensoriali dal Sol levante, con le proposte di Canon con Toshiki Kiriyama e del solo show di Nendo, in mostra con «Still & sparkling» in collaborazione con Lasvit. Tanto spazio anche all’Italia, con il progetto Samsung firmato da Italo Rota, quello di Alcantara di Giulio Cappellini, di Cristalplant & Poliform con Carlo Colombo, oltre agli arredi innovativi di Giorgio Corrà per Ronda design e alle novità del progetto design firmato Diesel assieme a Foscarini, Moroso e Scavolini. Novità di rilievo, dedicata ai nuovi talenti, è rappresentata dal grande spazio del Basement del Superstudio più: qui, in scena, si possono trovare 43 giovani progettisti, assieme ai 24 vincitori del concorso dedicato allo studio Ilide e di 20 del progetto Musei di carta. Giovani, ma anche grandi nomi. Con il tributo di Fabrizio Sclavi a Ettore Sottsass, con la mostra dedicata al maestro del design. Nel neonato spazio Extension vanno in scena le altre proposte del design world: l’installazione per i 50 anni di Leucos o i Selected objects, piccole installazioni di arredi e complementi. Oppure le due mostre «AbstrAct» e «ARTernative»: la prima dedicata alle fotografie di Giovanna Vitale, la seconda con i pezzi unici realizzati da Luca Gnizio. Anno in anno, il Temporary museum for new design cresce. E si conferma il fiore all’occhiello della Tortona design week, una tappa fissa in calendario che appassiona e attira gli addetti ai lavori e i semplici visitatori.