Un museo rampante

di Francesca Manuzzi

Un museo rampante
Museo Casa Enzo Ferrari

La Signora delle automobili. Così desiderata e iconica. Rossa fiammante, con il Cavallino rampante su fondo giallo, colore della città di Modena. È proprio quel giallo cadmio a ispirare lo shaping futuribile del Museo Casa Enzo Ferrari. Con i suoi 5 mila metri quadrati, in via Paolo Ferrari a Modena, dedicati al fondatore del mito italiano più famoso worldwide. La galleria cinge l’officina e la casa dove nacque nel 1898 il pilota e costruttore della Testarossa. È una sorta di scocca dal design ispirato al cofano d’auto in alluminio (il logo del Museo è concepito unendo in un pittogramma la firma di Enzo Ferrari e il profilo della struttura). Lo spazio, che ha richiesto un investimento di 18 milioni di euro, racchiude Le origini del mito di Maranello, una exhibition-allestimento d’auto d’epoca. Oltre alla mostra, aperta 365 giorni l’anno, un’aula didattica con centro di documentazione digitale intitolato a Sergio Scaglietti, carrozziere di fiducia di Enzo Ferrari, e un piccolo cinema. Gli spazi museali ripercorrono la storia del territorio emiliano attraverso personaggi e luoghi simbolo, dal circuito di Modena all’aerautodromo e la Mille miglia, poi Fantuzzi, Maserati, Pagani, De Tomaso e l’Alfa Romeo. Il progetto architettonico è realizzato dallo studio Future systems di Londra; la scocca è una scultura dell’architetto Jan Kaplicky e il co-progetto è stato di Andrea Morgante di Shiro studio, che ha curato interior e art direction. Mentre la Società Politecnica ha seguito l’ingegneria. Tutti al servizio di un luogo leggendario, che salvaguarda i tesori dell’automotive design.